Una volta mio padre è morto. E’ nato due volte. E’ nato morto. Qualche schiaffo e acqua fresca lo hanno fatto rinvenire. Non so se credere in Dio o nel destino, ma credo nella vita. Forse mio padre era destinato a vivere per incontrare mia madre e per dare alla luce me. Forse non tutto accade per caso o forse tutto accade per un motivo. Destino? Noi non lo creiamo, esso esiste già. Non possiamo nè ignorarlo nè determinarlo. Non siamo totalmente padroni della nostra vita e la nostra vita non è totalmente nelle mani del destino. Spesso mi sono sentita dire che la mia vita è come un film, che mi accadono cose assurde e al contempo fantastiche e che forse sono destinata a vivere una vita da film. Non sono destinata proprio a nulla. Ho semplicemente aperto le mie braccia alla vita e la vita mi ha abbracciata a sua volta. Abbiamo tutti un paio di braccia. Poi sta a ciascuno di noi decidere se e come aprirle. Chiamala vita, chiamalo destino, chiamalo caso, chiamala coincidenza, chiamalo ordine naturale degli eventi.. Ma mentre cerchi di dare un nome alla tua vita, vivila. La vita è un film che giriamo noi. Con la differenza che siamo al contempo attori che registrano in tempo reale un film di cui non conoscono la trama. Ed è proprio questo il bello.

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