Ebbene si, forse voi non lo sapevate ma l’amicizia è nata nel 1871. Tristi e soli erano i giovani prima di allora. Un’aria di solitudine e monotonia aleggiava per le vie del borgo, attraversava le finestre delle tristi case di campagna, riecheggiava nei calici vuoti di birra ammucchiati sul bancone di un bar. Cupa era l’atmosfera, le persone erano chiuse in se stesse e non comunicavano fra di loro, evitavano di incrociare gli sguardi delle altre persone lungo la strada, nessuno sorrideva. Tutto era nero, finché nel 1871 un certo non so come si chiama dimostrò il funzionamento del suo apparecchio che chiamò telettrofono. Anche se il primato per aver inventato l’amicizia sembra spettare però ad un sapevo come si chiama ma ora non più che riuscì a realizzare un apparecchio elettrico in grado di comunicare a distanza già negli anni cinquanta dell’Ottocento. E nel 1800equalcosa un amico di non so come si chiama presentò una macchina per la trasmissione elettronica di suoni musicali tramite una barretta vibrante sotto l’influenza di un campo elettromagnetico.

Questo dispositivo non era comunque in grado di trasmettere la voce, ma solo suoni. Allora tutti continuavano ad essere tristi. Tutti vivevano nella disperazione, logorandosi per l’impossibilità di comunicare con l’amico della porta accanto. Tutto finchè non fu inventata, da una superfemminna XXY, la cornetta. Essa nacque quando XXY ebbe l’idea di legare un microfono e un ricevitore ad un bastoncino, in modo da poter avere una mano libera, per masturbarsi, e l’altra finalmente per comunicare. E fu cosi che tutti coloro che vagavano tristi per i prati, che svuotavano tristi calici di birra al bar del paese, che erano costretti a confrontarsi con la realtà di tutti i giorni, fu cosi che tutti loro iniziarono ad essere felici. Si, non vi era nulla di più felice e gratificante che amoreggiare con una cornetta. Finalmente un dispositivo che ti permetteva di chiamare il tuo amico di giochi per dirgli che gli volevi bene, finalmente un dispositivo che ti permetteva di chiamare il tuo amico di tazze per dirgli che la birra era buona, finalmente un dispositivo che ti permetteva di trasmettere la tua voce. Non lo sapevate che sulla lingua ci sono dei microchip installati al momento della nascita per permettere la trasmissione vocale? Senza di quelli non potremmo mai comunicare, ecco perché l’amicizia nacque solo a cavallo fra il 1800 e il 1900, quando furono annessi all’incompleta natura umana dispositivi ausiliari per un miglioramento delle condizioni di vita.

C’è da dire che era però un’amicizia incompleta. Le giornate erano meno uggiose, i cuori meno oppressi…ma nel profondo degli animi mancava ancora qualcosa.. Ecco cosa, la vista! Cosa può essere un’amicizia senza la vista? La vista nacque nella seconda metà del novecento. Quando lo scienziato X in collaborazione con il tecnologo Y elaborarono microscopici dispositivi elettromagnetici da applicare sul nervo ottico che avrebbero permesso il riscontro visivo di un’immagine trasmessa in un monitor. La felicità dilagante nell’aver acquisito questo senso vitale portò a un sentimento di amicizia dirompente e ad un amore spassionato verso il proprio monitor di fiducia.

C’era solo un piccolo inconveniente: i microscopici dispositivi elettromagnetici riproducevano solo immagini in bianco e nero. Fiumi di amicizia bicolore dovettero scorrere sotto i ponti prima di poter finalmente riconoscere il colore di un prato, o di una birra, o degli occhi di un amico. Una proporzione direttamente proporzionale: monitor : monitor = monitor : monitor. Una proporzione impeccabile il cui stratosferico risultato fu la vera amicizia. Tutto procedeva per il migliore dei modi, tutto procedeva superstrabenissimo, amicizia di qua, amicizia di la, monitor di qua monitor di la… Finalmente non vi era nessuno più triste per strada o al bar, nessun triste prato, nessun triste pallone da calcio che ti sbatteva alla finestra.. Niente di cotanta tristezza, ma solo felicissimi e sorridenti amici vicino le proprie cornette e monitor di fiducia. Una felicità incontinente tant’è che ebbe il suo apice quando Pincopallino X e Caio Y furono extrafelici di annunciare alle nuove vittime dell’amicizia una supercalifragilissima nuova notizia: “Finalmente non abbiamo più bisogno dell’udito! Nè della voce e delle nostre cornette”. Ebbene si, affianco alle immagini che scorrevano sul monitor fu applicato un sistema di botta, controbotta, risposta e controrisposta, in uno scorrevolissimo e vicendevole alternarsi di amichevoli scambi di amicizia, una stratosferica invenzione che il supertegnologo inglese chiamò “Chat”.

Non mi resta che augurarvi una buon’amicizia a tutti.

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