Cos’è in fondo la verginità.

Chiudo gli occhi e sono lì.

Sono lì, sarò di nuovo lì, ma non sarò più lì.

Ero lì, vergine.

Ora sono qui, ma cosa sono?

Se solo lei potesse parlare direbbe “Eri lì, ora sei qui, ma ovunque tu sia, sei tu.”

E aggiungerebbe “Sono solo una delle tante fessure attraverso le quali il tuo ‘io’ si definisce, e potresti definirti con o senza di me. Ovviamente, essendo io la fessura più grande, l’unica che così come divora può generare, ti consiglio di servirti di me. Serviti di me per capire chi sei, ma non per farti dire chi sei. Serviti di me per capire cosa vuoi, ma non per farti dire di cosa hai bisogno. Serviti di me per prendere quello che vuoi, ma non per ricevere quello che vogliono gli altri. Serviti di me per sperimentare cose nuove, ma non per essere oggetto di sperimentazione. Serviti di me per parlare, ma non per pensare. Serviti di me per essere te stessa, per te stessa e con te stessa, ovunque.”

Cos’è in fondo la verginità se non una barriera mentale

scardinata dal piacere di vivere la vita

servendoci di noi.

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