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Italian & English Articles! Personal reflections on life, relationships and energy that shines inside and outside each of us. Enjoy ♥

Mese

maggio 2013

Cos’è il FIDANZAMENTO?

Ho smesso di fidanzarmi da tempo.

In realtà non sono mai stata veramente fidanzata.

Ora vi spiego perché.

Solitamente ci si fidanza perché si è innamorati. E fin qui potremmo sembrare tutti d’accordo.

Ovviamente è una mera illusione. Del resto non è mai successo che tutti fossero d’accordo su qualcosa, neanche sulla morte.

Inoltre, per quanto possa essere discutibile un sentimento come l’amore, certamente esso non ha nulla a che vedere con ciò che viene definito ‘fidanzamento’ in quanto ritengo che sia impossibile amare una ed una sola persona, che sia per un istante o per sempre. Del resto per amare bisogna amarsi quindi si ama sempre un minimo di due persone alla volta.

Nel momento in cui io amo qualcuno, io amo qualcuno. Basta. Stop.

Fidanzamento?

Ma cos’è?

Per farvi capire cosa sta farfugliando la mia testolina ora vi stilo un breve elenco di modi in cui io definirei IL FIDANZAMENTO:

  • ILLUSORIO CONTRATTO DI PROPRIETA’. Tentativo di legare, incollare e condannare al proprio fianco per sempre la persona che si ‘ama’;
  • PAURA DELLA SOLITUDINE. Disperata ricerca di una certezza, quella di non essere mai soli;
  • MANCANZA DI AMOR PROPRIO. Necessità di definire se stessi all’interno di un rapporto ‘ufficiale’;
  • MOTIVO DI VANTO. Tentativo di accrescere l’autostima attraverso gli occhi degli altri;
  • BOTTE PIENA E MOGLIE UBRIACA. Sicurezza di essere amati da qualcuno e poter fare sesso con qualcun’altro;
  • QUALCUNO CHE TI ASPETTA SEMPRE. Bisogno di sapere che c’è qualcuno che è lì per te quando torni dal lavoro, dall’università o dalla scappatella di turno;
  • SENTIRSI IMPORTANTI PER QUALCUNO. Necessità di ricevere da un’altra persona quell’importanza che non si è capaci di dare a se stessi;
  • SENTIRSI UTILI. Sopperire la mancanza di autostima con il sentirsi utile per qualcun’altro;
  • IPOCRISIA. Ipocrita auto-convinzione di aver bisogno solo di quella persona;
  • ILLUSIONE. Illudere se stessi e l’altra persona di essere nati per stare insieme;
  • PROMOTORE DI CONSUMISMO. Spendere soldi a Natale, San Valentino, mesiversario, anniversario, filmiversario, baciversario, primavoltaversario…
  • FINE DELLA DIETA. Traguardo ambito da una perenne dieta conquistatrice;
  • FINZIONE. Mera finzione di appagata soddisfazione e felicità;
  • SESSO ASSICURATO. Sicurezza di poter fare sesso quando si ha voglia senza dover pagare nessuno o affidarsi a ‘sconosciuti’ o essere giudicati;
  • AFFETTO ASSICURATO. Ricevere sempre affetto, meritato o no che sia;
  • TRADIMENTO ASSICURATO. Volontario incarceramento di se stessi che rende succoso e ambito il tradimento.
  • FORMALITA’.

E così definirei L’AMORE:

  • UNA LUNGA PASSEGGIATA
  • UN BEL SOGNO
  • CAPIRE
  • ESSERE CAPITI
  • LIBERTA’
  • CONDIVISIONE
  • UNA LETTERA
  • UNA CORSA
  • UNA GOCCIA DI SUDORE
  • UN DISEGNO
  • UN GIRO IN MOTO
  • UN INCONTRO
  • UNO SCONTRO
  • UN’OCCHIATA AL CIELO
  • UN CONCERTO
  • UN LIBRO
  • DORMIRE
  • STUDIARE
  • LAVORARE
  • UN SORRISO
  • UN ABBRACCIO
  • UN SENTIMENTO
  • UN VIAGGIO
  • UN FILM
  • UNA CANZONE
  • UN GIRO IN BICI
  • BERE
  • MANGIARE
  • FARE SESSO
  • FARE L’AMORE
  • AMARE
  • VIVERE.

Amare è vivere.

Amare non è fidanzarsi.

E fidanzarsi non è amare.

E non c’è bisogno che vi dica che vivere è un verbo collettivo.

Ama = vivi = ama te stesso e chi Vive con te.

 

Per la traduzione in inglese di questo articolo clicca qui: What does it mean being engaged?

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Non voglio saperlo.

Vi è mai capitato che qualcuno si sia sentito in dovere di dirvi cose che non avreste voluto sentirvi dire o di darvi spiegazioni che non avete mai preteso?

Ho trascorso un periodo della mia vita in cui sarei morta al pensiero di non poter sapere certe cose, un periodo in cui mi sarei logorata nel trascorrere le mie giornate senza ricevere certe spiegazioni.

Ma ora…non voglio saperlo.

Se non ti chiedo spiegazioni, non darmele. Non sentirti in dovere di nulla, se io ho bisogno di qualcosa te la chiedo. Evidentemente se non ti chiedo nulla è perché io sto bene cosi.

Ti sconvolge il fatto che io stia così bene? Forse può destabilizzarti il fatto che io stia bene a prescindere da quello che tu muori dalla voglia di dirmi. Forse ti sconvolge il fatto che io starò bene a prescindere da quello che tu mi dirai. Perché so che non resisteresti al mio benessere senza dirmi qualcosa che potrebbe comprometterlo.

Sia ben chiaro, non sono assolutamente contro la libera espressione, che sia un pensiero, una spiegazione o un consiglio. Ma sentiti libero di dire la tua e non di pretendere che sia ciò di cui ho bisogno. Il mio non è un rifiuto verso l’opinione altrui. Il mio è un rifiuto verso l’intromissione altrui. Sentiti pure libero di dare consigli o spiegazioni ma non rimanerci male se essi non mi sfiorano minimamente. E non è di certo perché io non ti ascolti o non ti stimi, ma è semplicemente perché io sto bene così. E nel momento in cui il mio stare bene non nuoce a nessuno, se non per invidia (ma in tal caso il malessere lo genera l’invidia stessa e non io), non vedo motivo per cui tu debba destabilizzarmi.

C’è solo un modo per destabilizzarmi, affascinandomi. Lascia che gli occhi del mio cuore brillino di fronte a tutte le parole che sei libero di dire, a tutte le cose che sei libero di fare e di trasmettermi, e io mi lascerò destabilizzare da te.

Ma se il tuo intento non è quello di affascinarmi ma di demolirmi. Annientarmi. Dar fuoco all’essenza positiva che è in me. Hai sbagliato persona, perché io non voglio saperlo.

Contro le 5 W.

Credo che la lettura sia il porto dove salpa la cultura e approda l’immaginazione. Quando ci si approccia a leggere un brano, un romanzo, un fumetto, uno slogan o chicchessia, ci dev’essere un bilanciamento fra il nostro livello culturale e la nostra vena immaginativa. Nel momento in cui una delle due parti prevale, il messaggio di ciò che leggiamo rischia di  essere percepito in modo errato.

Lo scrittore non è tenuto a dare spiegazioni o superflue delucidazioni sul perché o per come di quello che scrive. Il vero lettore non legge le righe, legge tra le righe. Avere una mentalità aperta e flessibile non vuol dire accettare tutto quello che uno scrittore ci propone. Anzi, vuol dire essere in grado di percepire nel modo giusto qualsiasi messaggio ci viene trasmesso, in modo tale da poterlo criticare se abbiamo opinioni discordanti e/o farne spunto di confronto.

Il lettore medio, chiuso nel suo microcosmo, è vittima del pregiudizio e delle sue certezze. Nel momento in cui si accinge a leggere qualsiasi cosa, non legge tra le righe e a volte non legge neanche le righe. Si scervella soltanto nel cercare di sistemare tutte quelle righe nei suoi schemi mentali prefissati e nel momento in cui non ci riesce, poiché di fronte a concetti troppo metaforici e allusivi, critica. Distrugge. Profetizza il suo verbo, quello del vero conoscitore e demolitore di false realtà. Un lettore medio che spesso rinuncia di leggere un articolo troppo lungo, ma si sente libero di criticare ogni articolo corto per il quale ha deciso di “perdere” il suo tempo. Evidentemente non sa che più un articolo è breve più esso può celare messaggi che spetta al lettore comprendere. Lettore medio che non legge per trovare risposte ma legge per rafforzare le risposte che ha già maturato precedentemente dentro di sé.

E poi, tu scrittore modesto che scrivi con passione e umiltà, sperando solo che il tuo messaggio arrivi nel cuore dei più, ti ritrovi a dover dare spiegazioni dei tuoi scritti a persone che ti rivolgono ogni genere d’infondata accusa. Si, dico infondata perché discordante del tutto con il vero messaggio dello scritto in questione. E ti chiedi se forse hai sbagliato tu a non specificare il per come e il per quando di ogni concetto che hai espresso. Ti chiedi se è colpa tua che il tuo scritto abbia creato fraintendimenti. Ma poi ti fermi un attimo e rifletti: perché mai dovrei scrivere quello che il lettore dovrebbe capire da solo? Perché mai dovrei scrivere ciò che vorrei il lettore recepisse da sé nel suo intimo? E poco dopo, senza molti sforzi, trovi la giusta risposta: perché è pigro e bigotto! E in quel momento preferisci che un lettore medio non legga affatto ciò che scrivi perché equivalerebbe a dare perle ai porci.

Perché l’essere umano medio preferisce vedere un film piuttosto che leggere un libro? Perché preferisce vedere il telegiornale piuttosto che leggere un articolo di giornale? Perché preferisce che un fatto gli venga raccontato piuttosto di informarsi di persona a riguardo? Perché è pigro. E di conseguenza anche bigotto. I politici lo sanno. I pubblicitari lo sanno. Non a caso inseriscono slogan laddove il pigro da maggiormente ascolto.

Viviamo in una società dove per farti capire devi mettere i puntini sulle i. Una società in cui si dev’essere coraggiosi nel lasciare intendere, perché ognuno intende ciò che vuole. Una società in cui devi avere fegato di dire la tua e di scriverla, perché ci sarà sempre qualcuno disposto a capirti con il minore sforzo, ergo a non capirti.

Fake face for a good impression.

It’s useless that you are there looking at me with that strange behavior. If you have something to say, speak. Basically I do not care what’s on your mind, but even if I don’t like it, life has placed me in a position in which I’ve necessarily to relate with you. So I relate with you. I think. I speak. I don’t just look at you, I don’t just inspect you, I don’t just judge you. I’m not a spectator of your life. I interact with you. I express myself. I express my ideas. And your ideas? You cannot play this game with me. I can read into your mind. I can perceive any symptom of resentment or disagreement through your voice, your eyes or your movements. That’s why I hate all of your fake smiles or condescension. I’d like to have a verbal fight / confrontation with you. But this is impossible. You don’t like to speak about your opinions, to express yourself so much. You prefer a quiet life, you’re for the peace in the world.

Long time ago someone said that if you act like a stupid it’s because you don’t want to take part in the war. Maybe he or she was just talking about you. You don’t convert your thoughts into words. No, you don’t do it because it’s too dangerous and you risk to take part in a war that you don’t like or you would not be able to deal with. A war that is nothing more than a mutual exchange of points of view. And the most detestable side of you, it’s not that you don’t have your own point of view. Indeed. Of course you have it. But you keep it for yourself.

Tell me something.

I’m really curious to know it. I’m dying to know how you feel to be liked by everyone. Is it satisfactory? And is it satisfactory to lock yourself in yourself and show to the world a face of cock that doesn’t bark or bite? Is it satisfactory that no one has never said fuck off to you? I don’t expect you to answer. You won’t do it because it will be against your true nature and your principles. You will just answer some nonsense sentences like “forget it” or “it’s not worth to discuss it” if your courage is on your side, otherwise you will dismiss me with a smile or an emoticon. Yes, emoticons. They are more fashion and famous these times. Who knows maybe you might even stumble across an allusive link on facebook which shows a mentality similar to yours. Then you’ll be happy to share it. It’s not so much risky to expose themselves in this way, no?

Moreover, of course you have a best friend with whom you can vent your most hidden malice, a loyal friend who will not ever object to you. An easy life, is it not? Who knows maybe you disseminate only peace and love also with your dear friend.

After all, why should you risk?

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