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Back to the future

Italian & English Articles! Personal reflections on life, relationships and energy that shines inside and outside each of us. Enjoy ♥

Mese

ottobre 2013

VITA

Viaggio
Infinito
Tra
Attimi

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Monologo

Allontana i pregiudizi. Non buttarti fra le braccia di mille mila affabili amanti. E non iniettarti alcool nelle vene per rendere disinibita la tua vita. L’apparenza affligge, i soldi non ti servono, e il tempo non corre, non è troppo veloce per te. Ascolta gli altri, quando parlano non interromperli con i tuoi discorsi, con i tuoi problemi o con i tuoi preziosi consigli. Ascolta te stesso. Parlati. Cerca di sapere cosa fai e perché lo fai. Sii cosciente ed abbi consapevolezza, di tutto. Non farti del male. Ti fai del male e lo sai. Sei insoddisfatto e lo sai. Ma? Sei una vittima consapevole, e questo ti distrugge. Spesso hai pensato che la soluzione sarebbe stata essere una vittima inconsapevole, di quelle ignare di tutto e felici per niente. E invece no, tu sei una vittima consapevole e sai che inconsapevole non lo sarai mai. L’unica cosa che puoi fare è uscire da questo stato di vittimismo. Ma come? Come mai non basta rendersi conto della situazione? Cosa ti manca veramente? La tua paura di solitudine ti ha sempre portato a gettarti fra le braccia di gente qualunque, amici di convenienza…per cosa? Nulla. Tanta gente, ma nulla. Tanto alcool, ma nulla. Tanta droga, ma nulla. Tanta musica, ma nulla. Tanto cibo, ma nulla. Tanti vestiti, ma nulla. Tanti gioielli, ma nulla. Tanti soldi ma… nulla. Nulla. Nulla. Nulla.

Rifletti.

E’ necessario tutto quello di cui ti circondi? Non hai perso tempo, il tempo sei tu. Tutto quello che fai ha un perché. Le persone che incontri hanno un perché. Incontri delle persone per un motivo. Il tempo sei tu e tu fai quello che senti quando lo senti. Non hai mai perso tempo e se ora pensi il contrario è solo perché finalmente riesci a guardare con occhio esterno dietro di te. E’ arrivato il momento di indirizzare le tue energie su orizzonti diversi. Se senti di fare così, non stai sbagliando. Cos’è del resto sbagliato? Quello che per te potrebbe essere uno sbaglio, magari per qualcun’altro è la soluzione, la cosa più giusta al momento. Siamo tutti diversi. Tu sei tu. Il tuo tempo sei tu. Potresti ricevere il consiglio migliore del mondo e non coglierne il valore perché non è il tuo momento, non è il momento giusto. Ognuno di noi ha il suo momento giusto. Non dire agli altri cosa è giusto per loro. Condividi la tua conoscenza. Dona il tuo amore. E aiuta gli altri a trovare la loro strada. La strada che permette ad ognuno di noi di capire chi siamo e cosa vogliamo. Cosa vogliamo essere. Essere. Esistere e condividerci. Non tenere il tuo sapere per te. Condividilo. Ma non elevarti mai al di sopra di qualcun altro. Mettiti in contatto con gli altri, apri loro la porta che permette di accedere al tuo sapere e falli entrare ed uscire quando vogliono. Starà a loro coglierne il valore quando saranno pronti a farlo, non sta a te deciderlo o pretenderlo. Tu non puoi sapere quand’è il momento giusto per qualcun’altro. Non giudicarli. Aiutali. E aiutati. Accogli il sapere che ti viene donato. Non vederlo come un’imposizione. Proietta tutto su di te e analizzane gli effetti. Segui il flusso delle tue energie, lascia che le tue energie fluiscano verso quelle degli altri e analizzane gli effetti. Se senti di volerlo fare, se ti dona profonda leggerezza, se crea armonia ed equilibrio, fallo. Non importa se non sai cosa fare in quel momento esatto, ma cerca di essere consapevole di ciò che non è bene per te, per la tua essenza. Lo capirai quando meno te lo aspetti e vedrai una luce luminosa. Non aver paura di quella luce, guardala e lasciati accecare. E’ la luce della consapevolezza e del tempo infinito. E’ la luce delle energie e delle sensazioni. E’ la luce che guida tutte le generazioni, quelle che hanno dato alla luce te e quelle che verranno dopo di te. Non sei nato per caso e la tua vita ha un senso. Tutti abbiamo un senso. E nessuno ha senso da solo. Sei nato da questa luce e l’hai allontanata da te. Le condizioni familiari, sociali, storiche, economiche, sentimentali eccetera nel quale hai mosso i tuoi passi, ti hanno portato lontano da questa luce. Tutti siamo stati portati lontani da questa luce. E’ necessario allontanarsi da essa per poi ritrovarla quando sarà il momento giusto. Solo in quel momento ne coglierai la vera essenza. E’ una luce speciale e una volta ritrovata non ti abbandonerà più.

Quando giudichi gli altri, giudichi te stesso. Quando ti elevi rispetto agli altri, ti stai sotterrando. Quando non ascolti gli altri, non ascolti te stesso. Quando fai del male agli altri, fai del male a te stesso. Quando tradisci, tradisci te stesso. Quando dai la colpa a qualcun’altro, colpevolizzi te stesso.

Non farlo. E se lo fai è semplicemente perché il tuo momento giusto deve ancora arrivare. Non ti giudico per questo, ti auguro solo buona fortuna.

Ti voglio bene.

Etichetta

Etica
Tendenzialmente
Inutile
Che
Ha
Essenzialmente
Tratti
Troppo
Apparenti

Consapevolezza

Conscia
Osservazione
Non
Superficiale che
Alleggerisce
Pene
Effimere e
Valorizza
Ogni
Limpida
Essenza in
Zone
Zeppe di
Armonia

Voce

Vibrante
Ossigeno
Che si
Esprime

Ruga

Rivelatrice
Unica di
Gioie
Antiche

Energia

Emblematica e
Nitida
Essenza che
Regola
Gli
Incontri
Astratti

Lo guardate mai il cielo?

Mi colpì una frase che mi disse mio padre anni fà:

“La gente quando esce di casa guarda sempre a terra. Tu hai mai guardato il cielo?”.

Mio padre non è un tipo molto profondo, o meglio, lo è a modo suo. Devi riuscire a captare nei suoi mille&formali discorsi, quel qualcosa che trascende dalla routinaria_amministrazione_paterna. Beh, quella frase fece parte di quel qualcosa ed entrò a far parte di me per sempre.

Voi lo guardate il cielo appena uscite di casa o quando passeggiate per strada? Oppure siete li a fissare orario/sms/facebook sul cellulare o a preoccuparvi di aver sistemato bene scarpe/pantaloni/giubbotto?

Penso che valga la pena acciaccare una cacchetta di cane ogni tanto per ammirare l’infinità del cielo, le sue sfumature, la forma delle sue nuvole, i raggi del sole, la scia di un aereo checcchissàdovestaandando… Penso valga la pena anche lasciarsi irrigare da qualche goccia di pioggia ogni tanto,

personalmente                                                                                                                                 tutto ciò

mi fa sentire                                                                                                                                         libera,

in armonia con me stessa                                                                             e

con il tutto,

il cielo mi parla                                                                                                                                       e io

rispondo.

E da quel giorno in cui mio padre mi fece quella domanda, iniziai a notare delle decorazioni architettoniche delle parti alte dei palazzi della mia città che prima non avevo MAI notato. Com’è possibile che non le abbia mai notate?

Mi meravigliai di quante cose scoprii solo guardando in alto ogni tanto..

 

Le parole non saranno mai all’altezza di un’emozione

Questo articolo nasce dalla necessità di spiegare ai miei lettori l’origine di ciò che scrivo. Mi spiego..

Alcuni affermano che dai miei articoli traspaiono sentimenti di amarezza verso la vita, sfiducia nell’amore e nella fedeltà ed esperienze passate a tratti traumatiche o negative, che mi hanno portata a trattare alcune tematiche e ad esprimermi in un certo modo.

Altri mi hanno chiesto come mai non scrivo articoli sulla bellezza e sulla luminosità della vita, asserendo che anche nei miei articoli “positivi” c’è sempre un velato, per così dire, risentimento verso tutto e tutti.

Ci tengo a specificare che i miei articoli sono un sunto delle mie esperienze di vita, laddove certi aspetti li ho vissuti in maniera diretta mentre altri in maniera indiretta, traendo poi le mie personali conclusioni.

La nostra vita non riguarda mica solo noi. Essa comprende la nostra vita e quella degli altri, e la nostra vita in relazione a quella degli altri. Essa include quello che viviamo e quello che le persone che ci circondano vivono, quello che osserviamo, quello che ci viene raccontato, quello che immaginiamo o che altri immaginano, quello che temiamo, quello che proviamo ecc… Sulla base di tutto ciò io elaboro e scrivo.

Non sono il soggetto di tutti i miei articoli.

Spesso sono solo un’acuta osservatrice che trae le sue conclusioni.

Spesso sono solo l’ascoltatrice e/o la consigliera in situazioni vissute da terzi, e l’articolo che ne viene fuori non è altro che la trascrizione di un dialogo, di una discussione o di un litigio.

Spesso non sono il soggetto dei miei articoli ma lo sono stata, nel senso che analizzo certi aspetti della vita che io stessa ho vissuto in passato o “critico” una tipologia di persona a cui io stessa sono appartenuta, ma a cui ora non appartengo più. Nella vita si matura o si cambia semplicemente, e con occhio esterno e “imparziale” è più facile analizzare i fatti. Del resto non potrei mai parlare approfonditamente di certi aspetti, se non li avessi più o meno direttamente sperimentati anch’io in precedenza.

Per quanto riguarda la “assenza” di articoli che proclamino la rosea e incontaminata straordinarietà della vita voglio dire due parole.

Le cose belle non sono cose. Le cose belle sono emozioni. E le emozioni non sono parole. Sono emozioni appunto. Vanno vissute, non dette o scritte. Le parole non saranno mai all’altezza di un’emozione. Anzi, esse rischierebbero di svilirne la bellezza e la spontaneità. L’emozione si incanala nei nostri cuori attraverso uno sguardo, un tramonto, una carezza, una soddisfazione, un’intesa, un abbraccio, una goccia di pioggia sul viso, un’arcobaleno…(potrei continuare all’infinito)….ma non attraverso un articolo.

Non fraintendetemi, ci sono articoli o libri che riescono a trasmettere emozioni uniche, ma, a mio parere, quell’emozione non avrà mai l’essenza originale dell’emozione che ha portato Tizio o Caio a “scriverla”.

Ho fiducia nella vita e nell’amore, forse è la fiducia nelle persone che un po’ manca…ma questo non è pessimismo o scetticismo. Analizzo semplicemente la vita (nel senso che dicevo prima, cioè includente la mia e quella di altri). E accetto ogni sorta di disaccordo o critica riguardo le mie analisi, ma non andate troppo oltre l’articolo.

Oltre l’articolo ci sono io, e io sono tutto un altro e lungo articolo da scrivere…ehm, ops…da vivere 🙂

I “Share” Therefore I “Am”

Humans : Technology = Evolution : Degradation

L’amante non ha colpe.

Premessa:
1. Per comodità mi rivolgo ad un lettore femminile, ma il tutto è rivolto, ribaltando la visuale, anche al pubblico maschile.
2. Quando parlo di “cornuta” mi riferisco ad una conoscente o ad una estranea, ma mai ad un’amica.
3. Non ci sono figli di mezzo.

Ognuna di voi, almeno una volta nella vita, si sarà trovata nella condizione di aver desiderato l’uomo d’altre e/o di essere stata desiderata da questo. Qualcuna di voi si sarà fermata al sol pensiero (amante utopico), altre avranno inviato delle frecciatine (amante potenziale), qualcuna invece avrà tentato il corteggiamento e poi rinunciato all’idea (amante risentito), e altre ancora avranno partecipato completamente al tradimento (amante effettivo). A prescindere dalla categoria di “amante” a cui ciascuna di voi è mai appartenuta, nella vostra testolina saranno sicuramente balenate domande/riflessioni del tipo:

“ci provo nonostante sia fidanzato?”,”e se la moglie mi scoprisse?”, “è giusto che faccia soffrire la sua ragazza anche se non lo merita?”, “e se non mi amerà mai come ama lei?”, “ma se la tradisce allora non la ama”, “se è un tipo che tradisce chi mi dice che non lo farà anche con me?”, “non voglio fare la sfascia-famiglie”, “non lo farei mai perché non vorrei mai che qualcuno lo facesse a me”, “e se rovino la mia reputazione?” ecc..

La questione è più semplice di quello che pensate.

Il problema non è di certo “non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te“..questo è uno degli insegnamenti più ipocriti. Io lo riformulerei così: “non fare agli altri ciò che non faresti mai in generale, a prescindere da te stesso“; altrimenti ti ritroveresti a non fare qualcosa solo perché non vorresti che la facessero a te e non di certo perché senti veramente di non volerla fare. E’ un po’ come fare un regalo per Natale solo con l’aspettativa di riceverlo a tua volta (o non farlo solo perché non lo hai prima ricevuto). Quindi, evita di farti paranoie sul perché o per come, o se potresti o non potresti essere l’amante di quella persona, perché se non avessi voluto esserlo non saresti neanche mai arrivata a farti tutte queste domande. Qui si tratta solo di te stessa. L’unica domanda che devi farti è “voglio davvero essere l’amante di qualcuno?”. Se la risposta è sì allora fallo. E non sentirti in colpa per la potenziale cornuta, perché la colpa non è tua. Fidati che se ti rifiuterai di essere la sua amante, lui ne troverà un’altra subito dopo di te. La potenziale cornuta è già segnata a diventare cornuta se si ritrova al proprio fianco un finto fidanzato che prova un finto amore e che regala finti fiori a San Valentino. Anzi, forse all’inizio ti sentirai un po’ in colpa ma dopo realizzerai di aver fatto un’opera di bene perché sfascerai una finta “famiglia”, che non avrebbe senso di esistere in quanto finta, e se la cornuta avrà un briciolo di cervello, le aprirai gli occhi…prima che sia troppo tardi per lei. E se avrà anche un briciolo di buon senso, ti ringrazierà. Se invece sarà solo una povera e stupida cieca, se la prenderà con te, ti offenderà in ogni maniera possibile, infangherà la tua reputazione, riverserà in te sensi di colpa dando a te appunto la colpa di tutto…lascerà per finta il finto fidanzato (che agli occhi di lei è dopotutto un tenero ma debole batuffolino senza colpe) per poi tornare ad essere felicemente cornuta. Una vera cornuta in un mare di finzione.

L’amante non ha colpe…

…se non quella di non amarsi abbastanza da non essere l’amante di nessuno.

Ve lo siete mai chiesto? Io sì.

Vi siete mai chiesti chi ha inventato questa o quella parola? Io sì.

Vi siete mai chiesti perché proprio quella parola? Io sì.

Vi siete mai chiesti se vi sarà mai concesso di cambiare il significato di una parola o di inventarne una nuova? Io sì.

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se il vero significato delle parole fosse tutto l’opposto di quello che è? Io sì.

Vi siete mai chiesti come sarebbe un mondo senza parole? Io sì.

Vi siete mai chiesti perché mai dei tizi qualunque abbiano avuto il diritto di scrivere un dizionario? Io sì.

Vi siete mai chiesti se le spiegazioni di un dizionario siano totalmente esatte? Io sì.

Vi siete mai chiesti cosa vi manca per essere all’altezza di scrivere un dizionario? Io sì.

Vi siete mai chiesti per quale motivo dobbiate credere ad un dizionario? Io sì.

Vi siete mai chiesti cosa abbiano di diverso un dizionario ed una bibbia? Io sì.

Vi siete mai chiesti se la bibbia sia falsa tanto quanto la sua definizione in un dizionario? Io sì.

Vi siete mai chiesti se il vostro insegnante di italiano se lo sia mai chiesto? Io sì.

Vi siete mai chiesti se il vostro prete se lo sia mai chiesto? Io sì.

VI siete mai chiesti se i vostri genitori che vi portano a scuola e in chiesta se lo siano mai chiesti? Io sì.

Vi siete mai chiesti se un animale privo di parola se lo sia mai chiesto? Io sì.

Vi siete mai chiesti cosa penserebbe un cagnolino del dizionario o della bibbia? Io sì.
Penso che se ne fotterebbe e andrebbe a scodinzolare in un prato!

Vi siete mai chiesti se lo farei anch’io?

Si.

Simply yourself

Being simply yourself…well, it’s not so simple. Or rather, it is easy to be but hard to understand.

Moreover, being yourself is a dynamic, changeable, adaptable and unpredictable concept. You cannot program to be yourself, it’s not a static and one-sided choice. No, it’s an explosion of probability. And being yourself, perhaps, is just let yourself live each of these probabilities.

Being yourself doesn’t mean being in a certain way , but do not preclude the possibility of being in any way.

Once you understand it, you will be it.

Do you think that being yourself is equivalent to dress alternative, have 10 tattoos, send to fuck who you want when you want, get drunk as a shit every night, try shamelessly with a girl or make the lamps in June?

I think being yourself is equivalent to smile at life without shame. Smiling at strangers on the street. Smiling at a little wagging dog. Smiling at a flower kissed by the sun . Smiling in front of the mirror. Smiling at yourself.

And whatever you do, whatever you dress, whatever you seem to be… your smile will tell the truth . Certainly not the smile that you print in command on your face when you take a picture. No. But the smile of your soul. A soul without fear of failing, of being judged . A soul without fear of suffering and without fear of being happy .

You are so afraid to be happy.

Confini_sconfinati_21/11/11

Semplicemente se stessi.

Essere semplicemente se stessi…beh non è mica così tanto semplice. O meglio, è facile esserlo ma difficile capirlo.

Che poi, essere se stessi è una concezione dinamica, mutevole, adattabile, imprevedibile. Non puoi programmare di essere te stesso, non è una scelta statica e unilaterale. No, è un’esplosione di probabilità. Ed essere se stessi, forse, è proprio lasciarsi andare ad ognuna di queste probabilità.

Essere se stessi non vuol dire essere in un determinato modo, ma non precludersi la possibilità di essere in qualsiasi modo.

Una volta che lo capirete, lo sarete.

Pensate che essere se stessi equivalga  a vestirsi alternativi, avere 10 tatuaggi, mandare a fanculo chi volete quando volete, ubriacarvi a merda tutte le sere, provarci spudoratamente con una ragazza o farvi le lampade a giugno?

Io penso che essere se stessi equivalga a sorridere alla vita senza vergogna. Sorridere agli sconosciuti per strada. Sorridere ad un cagnolino scodinzolante. Sorridere ad un fiore baciato dal sole. Sorridere davanti allo specchio. Sorridersi.

E qualsiasi cosa facciate, qualsiasi cosa indossiate, qualsiasi cosa sembriate…sarà il vostro sorriso a parlare. Non di certo il sorriso che stampate a comando nelle foto. No. Ma il sorriso della vostra anima. Un’anima senza paura di sbagliare, di essere giudicata. Un’anima senza paura di soffrire e senza paura di essere felice.

Avete così paura di essere felici.

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