Essere semplicemente se stessi…beh non è mica così tanto semplice. O meglio, è facile esserlo ma difficile capirlo.

Che poi, essere se stessi è una concezione dinamica, mutevole, adattabile, imprevedibile. Non puoi programmare di essere te stesso, non è una scelta statica e unilaterale. No, è un’esplosione di probabilità. Ed essere se stessi, forse, è proprio lasciarsi andare ad ognuna di queste probabilità.

Essere se stessi non vuol dire essere in un determinato modo, ma non precludersi la possibilità di essere in qualsiasi modo.

Una volta che lo capirete, lo sarete.

Pensate che essere se stessi equivalga  a vestirsi alternativi, avere 10 tatuaggi, mandare a fanculo chi volete quando volete, ubriacarvi a merda tutte le sere, provarci spudoratamente con una ragazza o farvi le lampade a giugno?

Io penso che essere se stessi equivalga a sorridere alla vita senza vergogna. Sorridere agli sconosciuti per strada. Sorridere ad un cagnolino scodinzolante. Sorridere ad un fiore baciato dal sole. Sorridere davanti allo specchio. Sorridersi.

E qualsiasi cosa facciate, qualsiasi cosa indossiate, qualsiasi cosa sembriate…sarà il vostro sorriso a parlare. Non di certo il sorriso che stampate a comando nelle foto. No. Ma il sorriso della vostra anima. Un’anima senza paura di sbagliare, di essere giudicata. Un’anima senza paura di soffrire e senza paura di essere felice.

Avete così paura di essere felici.

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