Questo articolo nasce dalla necessità di spiegare ai miei lettori l’origine di ciò che scrivo. Mi spiego..

Alcuni affermano che dai miei articoli traspaiono sentimenti di amarezza verso la vita, sfiducia nell’amore e nella fedeltà ed esperienze passate a tratti traumatiche o negative, che mi hanno portata a trattare alcune tematiche e ad esprimermi in un certo modo.

Altri mi hanno chiesto come mai non scrivo articoli sulla bellezza e sulla luminosità della vita, asserendo che anche nei miei articoli “positivi” c’è sempre un velato, per così dire, risentimento verso tutto e tutti.

Ci tengo a specificare che i miei articoli sono un sunto delle mie esperienze di vita, laddove certi aspetti li ho vissuti in maniera diretta mentre altri in maniera indiretta, traendo poi le mie personali conclusioni.

La nostra vita non riguarda mica solo noi. Essa comprende la nostra vita e quella degli altri, e la nostra vita in relazione a quella degli altri. Essa include quello che viviamo e quello che le persone che ci circondano vivono, quello che osserviamo, quello che ci viene raccontato, quello che immaginiamo o che altri immaginano, quello che temiamo, quello che proviamo ecc… Sulla base di tutto ciò io elaboro e scrivo.

Non sono il soggetto di tutti i miei articoli.

Spesso sono solo un’acuta osservatrice che trae le sue conclusioni.

Spesso sono solo l’ascoltatrice e/o la consigliera in situazioni vissute da terzi, e l’articolo che ne viene fuori non è altro che la trascrizione di un dialogo, di una discussione o di un litigio.

Spesso non sono il soggetto dei miei articoli ma lo sono stata, nel senso che analizzo certi aspetti della vita che io stessa ho vissuto in passato o “critico” una tipologia di persona a cui io stessa sono appartenuta, ma a cui ora non appartengo più. Nella vita si matura o si cambia semplicemente, e con occhio esterno e “imparziale” è più facile analizzare i fatti. Del resto non potrei mai parlare approfonditamente di certi aspetti, se non li avessi più o meno direttamente sperimentati anch’io in precedenza.

Per quanto riguarda la “assenza” di articoli che proclamino la rosea e incontaminata straordinarietà della vita voglio dire due parole.

Le cose belle non sono cose. Le cose belle sono emozioni. E le emozioni non sono parole. Sono emozioni appunto. Vanno vissute, non dette o scritte. Le parole non saranno mai all’altezza di un’emozione. Anzi, esse rischierebbero di svilirne la bellezza e la spontaneità. L’emozione si incanala nei nostri cuori attraverso uno sguardo, un tramonto, una carezza, una soddisfazione, un’intesa, un abbraccio, una goccia di pioggia sul viso, un’arcobaleno…(potrei continuare all’infinito)….ma non attraverso un articolo.

Non fraintendetemi, ci sono articoli o libri che riescono a trasmettere emozioni uniche, ma, a mio parere, quell’emozione non avrà mai l’essenza originale dell’emozione che ha portato Tizio o Caio a “scriverla”.

Ho fiducia nella vita e nell’amore, forse è la fiducia nelle persone che un po’ manca…ma questo non è pessimismo o scetticismo. Analizzo semplicemente la vita (nel senso che dicevo prima, cioè includente la mia e quella di altri). E accetto ogni sorta di disaccordo o critica riguardo le mie analisi, ma non andate troppo oltre l’articolo.

Oltre l’articolo ci sono io, e io sono tutto un altro e lungo articolo da scrivere…ehm, ops…da vivere 🙂

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