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Back to the future

Italian & English Articles! Personal reflections on life, relationships and energy that shines inside and outside each of us. Enjoy ♥

Mese

gennaio 2014

Jealousy

I decided to talk about jealousy, a dear topic for many…maybe for everyone.
I will try to tell you what I think about it..

First, the concept of jealousy has to be related with the concept of loving yourself because, in my opinion, if you are jealous it means you don’t love yourself. This is the key point, the basis of every jealous situations. I could not say more, but I want to get involved a little in this dense and impenetrable invisible prison called “jealousy”.

Generally, the state of jealousy is exercised by those who live relationships with insecurity, anxiety and possession. I believe that jealousy does not arise simply from the fear of losing a person, but it arises mainly from the fear of sharing that person.. And we cannot think that the person we love or that loves us, can be loved by someone else or love someone else at the same time…The fear that this shared love will be extended to other people it’s mostly dictated by the fear of all fears, i.e. the fear of contact: the thing that scares us most is that the person we love can touch or be touched by someone else. A fear so great that most of the time flows into the pathetic, when a simple look can set fire to most of the indomitable spirits, touching even deeper than a hand. A look that, for the jealous, can appear as a real betrayal: the jealous becomes the witness of an actual sexual act. He hears cries that burn inside. He/she feels naked, as if his/her body was suddenly stripped of all dignity, worn out and squeezed to the bone…a body that have to be thrown away.
The person that has received the glance instead appears as a flower just bloomed, eager to light and generous to donate his nectar. You cannot compete with it. It’s chaos.
However, this situation falls on the pathological when the exchange of glances in question becomes purely imaginary because it’s born in the imaginative mind of the jealous. A mind which is self- projecting a new film that runs fast and covers, envelops and crushes the reality, till destroying it … A reality that has now yielded his place to the imagination for a nice little trip one-way!

It does not make sense to wait for it to return.

Recurrent situation:
Imagine being in a group of people, friends. Among these there is the one you like, that you love. During a conversation with the others of the group, unknown people start to take part in the conversation and someone of them starts to talk with the person you like and an exchange of glances, smiles and friendly jokes begins between them. How would you feel? The jealous would feel decentralized, ousted, threatened..

The film has long since begun.
The second time comes so soon but it never ends.
It’s always a fucking endless film.

Jealousy is a cold and dark tunnel.
A maze of nettles.
You feel lost,
you don’t see anything,
you suffer.
You suffer. You suffer. You suffer.
Yes, damn… you suffer!!!

Well, either this is a world of masochists or it’s a world of mindless people!
A world of directors who live their paranoid film of which they are the only spectators.

The jealous generally blames another for his/her suffering. His/her jealousy is always justified!
In a society where the desire is seen as a failure, and a relationship as a possession, suffering is almost a goal to achieve. It’s an ongoing competition to see who suffers the most.
Happy and carefree people are out of fashion. They’re crazy!
While the jealous sees every intruder as a likely challenger, the fool would see it as a likely friend, or even a likely lover.
The jealous sees the triangle as a threat while the fool sees it as a promise.
“The geometry is not a crime!” (Renato Zero, Triangolo)

But…do you love yourself?
I was a chronic ex jealous! I know how you feel..
What’s a feeling for you?
Do you think that it is something programmable? Something manageable? Something that you can crack down on command? No, of course it’s not.

Put in your mind: YOU CANNOT MANAGE THE FEELINGS OF THE PERSON YOU LOVE!
I personally would not want lovers whose feelings are not entirely spontaneous.
If the person I love, loves someone else too… what can I do?
I can only decide if continue sharing my love with him/her or not. But I certainly cannot force him/her to reciprocate my feelings nor to love just me.
In addition, jealousy has the power to destroy any feeling of love that already exists, so I do not really see the profitable side.

It’s not easy to share and live a perspective like that, but I believe that our peace and our health are always at the first place. Simply ask to yourself, “why should I not be jealous?”

And the only answer is: BECAUSE I LOVE MYSELF!

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La Gelosia.

Ho deciso di parlarvi di gelosia, un argomento caro a molti…se non a tutti.
Cercherò di dirvi la mia a riguardo..

Innanzitutto al concetto di gelosia non riesco a non affiancare quello del volersi bene poiché, a mio parere, essere gelosi equivale a non volersi bene, nel senso di non voler bene a se stessi!
E questo è il punto fondamentale, alla base di ogni gelosa vicissitudine.
Potrei non aggiungere altro, ma ho voglia di impelagarmi un po’ in questa fitta e invalicabile ragnatela invisibile chiamata “gelosia”.

Generalmente lo stato di gelosia è esercitato da chi vive con insicurezza, ansia e possesso una relazione.
Credo che la gelosia non nasca semplicemente dalla paura di perdere una persona, ma nasca soprattutto dalla paura di condividerla.. E non siamo abituati a pensare che la persona che amiamo o che ci ama, possa essere contemporaneamente amata da qualcun’altro…e a sua volta ricambiare.
La paura che questo amore condiviso si estenda maggiormente è dettata dalla paura delle paure, quella al di sopra di tutte, e cioè la paura del contatto: la cosa che ci spaventa di più è che la persona che amiamo possa toccare o essere toccata da qualcun’altro. Un timore così grande che la maggior parte delle volte sfocia nel patetico, quando un semplice sguardo può dar fuoco agli animi più indomabili, toccando persino più a fondo di una mano. Uno sguardo che, agli occhi del geloso, può equivalere ad un tradimento effettivo: il geloso assiste ad un vero e proprio atto sessuale. Sente grida bruciargli dentro. Si sente nudo, come se il suo corpo fosse improvvisamente spogliato da ogni dignità, logorato e spremuto fino al midollo…un corpo ormai da buttare.
La persona che riceve ed accoglie lo sguardo appare invece come un fiore appena sbocciato, desideroso di luce e generoso di donare il suo nettare. Non si può competere con esso. E’ caos.
La situazione peraltro cade sul patologico quando lo scambio di sguardi in questione diventa puramente immaginario e cioè nato nella fantasiosa mente del geloso. Una mente nella quale si auto-proietta un film inedito che gira velocemente su una pellicola la quale ricopre, avvolge e schiaccia la realtà, fino a distruggerla… Una realtà che ha ormai ceduto il suo posto all’immaginazione per andarsi a fare una bel viaggetto di sola andata!!

E non ha senso aspettare che ritorni.

Situazione ricorrente
: immaginate di essere in un gruppo di persone, di amici. Fra queste c’è quella che desiderate, che amate. Fra una chiacchierata e l’altra prendono parte al gruppo altre persone a voi sconosciute, le quali iniziano a scambiare sguardi, sorrisi e battute amichevoli con il vostro amato. Come vi sentireste? Il geloso si sentirebbe spodestato, decentrato, valicato, minacciato, SFIDATO.

Il film è già da un pezzo iniziato.
Il secondo tempo arriva così subito ma non termina mai.
E’ sempre un fottutissimo infinito film.

La gelosia è un buio e freddo tunnel.
Un labirinto d’ortiche.
Ti perdi,
non vedi più nulla,
soffri.
Soffri. Soffri. Soffri.
Si, cazzo …SOFFRI!

Beh, o questo è un mondo di masochisti oppure è un mondo di decerebrati!
Un mondo di registi che vivono i loro paranoici film di cui sono gli unici spettatori.

Il geloso generalmente attribuisce le colpe di ogni sua sofferenza all’altro. La sua gelosia è guarda caso sempre giustificata!
In una società dove il desiderio è visto come mancanza e la relazione come possesso, la sofferenza è quasi un obiettivo da raggiungere. E’ una continua gara a chi soffre di più.
Le persone felici e spensierate sono fuori moda. Sono dei pazzi!
Mentre il geloso vede ogni intruso come probabile sfidante, il pazzo lo vedrebbe come un probabile amico, se non amante.
Per il geloso il triangolo è una minaccia, per il pazzo è una promessa.
La geometria non è un reato! Diceva Renato..

Ma voi…vi volete bene?
Ve lo chiedo da ex gelosa cronica!
Cos’è per voi un sentimento?
Pensate che sia qualcosa di programmabile? Qualcosa di gestibile? Qualcosa da poter reprimere a comando? No, certo che no.
Mettetevelo in testa: NON POTRETE MAI GESTIRE I SENTIMENTI DELLA PERSONA CHE AMATE!
Io personalmente non vorrei mai al mio fianco persone i cui sentimenti non fossero del tutto spontanei.
Se la persona che amo, ama a sua volta qualcun’altro…io che ci posso fare?
Posso solo decidere se continuare a donargli il mio amore o se tenerlo per me. Ma di certo non posso costringerlo a ricambiare i miei sentimenti né tanto meno ad avere l’esclusiva dei suoi.
Inoltre la gelosia ha il potere di distruggere ogni sentimento d’amore già esistente, quindi non ne vedo proprio il lato vantaggioso.

Non è un’ottica facile da condividere e soprattutto da adottare, ma credo che la nostra serenità venga sempre al primo posto. Basta semplicemente chiedersi: perché non dovrei essere geloso?” 

E non vi è altra risposta che: PERCHÉ MI VOGLIO BENE! 

Vorrei..

Vorrei che la gente si abbracciasse di più e che si guardasse intensamente negli occhi.
Vorrei che parlasse con lo sguardo e che sorridesse con il cuore.
Vorrei che si lasciasse andare ad ogni emozione e che non si nascondesse dietro le paure ma che, invece, le seducesse.
Vorrei che la gente facesse l’amore con le proprie paure e che smettesse di aver timore di se stessa, del proprio corpo e dei propri desideri.
Vorrei che la gente fosse meno gelosa e che capisse che la naturalezza di un sentimento non può essere repressa, ostacolata o forzata.
Vorrei che ci si spogliasse di più, ma che si smettesse di vedere il corpo come un nemico o come uno strumento.
Vorrei che la gente coccolasse il proprio corpo e quello degli altri e che lo amasse ogni giorno di un amore nuovo, puro, libero.
Vorrei che si ballasse di più. Che si cantasse di più. Che si suonasse di più. Sempre, comunque, dovunque.
Vorrei che la gente si lamentasse di meno e capisse che dalle difficoltà può nascere del bello che le lamentele allontanano solo.
Vorrei che la gente realizzi il paradosso della vita. Che la vita non è una sola. Che non si sogna solo ad occhi chiusi e che non si vive solo ad occhi aperti.
Vorrei che la gente morisse ogni giorno per rinascere il giorno dopo.
Vorrei che morisse ogni istante della propria vita per rinascere quello dopo come se ogni istante fosse il primo e l’ultimo.
Vorrei che la gente riuscisse ad essere felice per gli altri e che lo fosse anche nei momenti più grigi. Perché nessuno può essere felice da solo.
Vorrei che la gente capisse che la felicità va condivisa. Che la vita va condivisa. Che un piatto di pasta va condiviso.
Vorrei che abbandonasse le formalità e le apparenze, e che sposasse la spontaneità.
Vorrei che la gente vivesse fluidamente e che si lasciasse intrecciare.
Vorrei che mangiasse il passato. Che ne assorbisse il meglio e ne cagasse il peggio.
Vorrei che la gente vivesse il presente con la consapevolezza di viverlo.
Vorrei che la gente parlasse. Che sputasse complimenti. Che gridasse positività.
Vorrei che si liberasse dalle catene e che divorasse la vita.
Vorrei che le persone si divorassero fra di loro e che masticassero Amore.
Vorrei che la gente riconosca il Dio che è dentro ognuno di noi e che lo baci ogni giorno.
Vorrei che la gente facesse tutto a prescindere da tutto. Che lo faccia perché lo vuole, perché lo sente.
Vorrei che i giudizi si trasformassero in riflessioni e i problemi in soluzioni.
Vorrei che si denudassero pregi e difetti per farli ballare insieme.
Vorrei che la gente smettesse di vedere la gioia di vivere come follia e la spontaneità come pazzia.
Vorrei che la gente bruciasse la normalità.

“E io vorrei, vorrei ancora più bellezza”

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