Vorrei che la gente si abbracciasse di più e che si guardasse intensamente negli occhi.
Vorrei che parlasse con lo sguardo e che sorridesse con il cuore.
Vorrei che si lasciasse andare ad ogni emozione e che non si nascondesse dietro le paure ma che, invece, le seducesse.
Vorrei che la gente facesse l’amore con le proprie paure e che smettesse di aver timore di se stessa, del proprio corpo e dei propri desideri.
Vorrei che la gente fosse meno gelosa e che capisse che la naturalezza di un sentimento non può essere repressa, ostacolata o forzata.
Vorrei che ci si spogliasse di più, ma che si smettesse di vedere il corpo come un nemico o come uno strumento.
Vorrei che la gente coccolasse il proprio corpo e quello degli altri e che lo amasse ogni giorno di un amore nuovo, puro, libero.
Vorrei che si ballasse di più. Che si cantasse di più. Che si suonasse di più. Sempre, comunque, dovunque.
Vorrei che la gente si lamentasse di meno e capisse che dalle difficoltà può nascere del bello che le lamentele allontanano solo.
Vorrei che la gente realizzi il paradosso della vita. Che la vita non è una sola. Che non si sogna solo ad occhi chiusi e che non si vive solo ad occhi aperti.
Vorrei che la gente morisse ogni giorno per rinascere il giorno dopo.
Vorrei che morisse ogni istante della propria vita per rinascere quello dopo come se ogni istante fosse il primo e l’ultimo.
Vorrei che la gente riuscisse ad essere felice per gli altri e che lo fosse anche nei momenti più grigi. Perché nessuno può essere felice da solo.
Vorrei che la gente capisse che la felicità va condivisa. Che la vita va condivisa. Che un piatto di pasta va condiviso.
Vorrei che abbandonasse le formalità e le apparenze, e che sposasse la spontaneità.
Vorrei che la gente vivesse fluidamente e che si lasciasse intrecciare.
Vorrei che mangiasse il passato. Che ne assorbisse il meglio e ne cagasse il peggio.
Vorrei che la gente vivesse il presente con la consapevolezza di viverlo.
Vorrei che la gente parlasse. Che sputasse complimenti. Che gridasse positività.
Vorrei che si liberasse dalle catene e che divorasse la vita.
Vorrei che le persone si divorassero fra di loro e che masticassero Amore.
Vorrei che la gente riconosca il Dio che è dentro ognuno di noi e che lo baci ogni giorno.
Vorrei che la gente facesse tutto a prescindere da tutto. Che lo faccia perché lo vuole, perché lo sente.
Vorrei che i giudizi si trasformassero in riflessioni e i problemi in soluzioni.
Vorrei che si denudassero pregi e difetti per farli ballare insieme.
Vorrei che la gente smettesse di vedere la gioia di vivere come follia e la spontaneità come pazzia.
Vorrei che la gente bruciasse la normalità.

“E io vorrei, vorrei ancora più bellezza”

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