Non siamo esseri perfetti, ma siamo perfetti nella nostra completezza.

In che senso?

Nel senso che ognuno di noi ha disposizione gli strumenti necessari per il raggiungimento della propria completezza.

Allora perché ci sentiamo sempre e in qualche modo incompleti? Perché ci affanniamo così tanto nella ricerca di cose e persone che ci completino? Cos’è veramente che ci manca?

In realtà non ci manca nulla, ma il problema risiede proprio nel fatto che abbiamo sempre la sensazione che ci manchi qualcosa.

Ad esempio, se il nostro stomaco ci dà un minimo cenno di vuotezza, noi corriamo subito alla ricerca di cibo e ci strafoghiamo come se non ci fosse un domani. Non diamo neanche troppa importanza a quello che mangiamo, l’importante è che colmiamo il vuoto! Spesso non abbiamo neanche davvero fame, ma è semplicemente la nostra sensazione di incompletezza ad illuderci di aver fame e di poterci colmare con del cibo…..GNAM, GNAM, GNAM!

Quando invece ci sentiamo incompleti e soli, corriamo a fare shopping, ma non comprendiamo che è solo il nostro armadio a essere riempito mentre la nostra anima si svuota sempre di più….COMPRARE, COMPRARE! È bello ogni tanto farsi un regalo, ma spesso e volentieri è come se noi ci regalassimo a quel vestito o a quel cellulare…vendendo l’anima ai nostri oggetti e trasformando noi stessi in oggetti.

La stessa cosa spesso accade con il nostro cuore. Se esso ci dà la minima sensazione di sofferenza o di solitudine, eccoci che corriamo immediatamente alla ricerca di affetto, amore, amici, amanti….e qualora questi dovessero venire a mancare o non dovessero colmarci pienamente, ci tuffiamo in alcool, droghe…..SPLASH! Sarà davvero il nostro cuore a parlarci, a mentirci?

Se percepiamo una minima sensazione di profondo silenzio, ci precipitiamo nel chiamare un amico al telefono, nell’accendere la TV o nell’ascoltare della musica. Abbiamo sempre bisogno di comunicare o di ascoltare qualcuno o qualcosa che ci parli, che ci ascolti….BLA, BLA, BLA!

Abbiamo davvero bisogno di colmarci in questo modo o di affannarci così disperatamente nella ricerca di qualcosa o qualcuno che ci colmi pienamente e il prima possibile? E, soprattutto, ci sentiamo davvero appagati dopo? Sentiamo di aver risolto davvero questa mancanza? Forse ce ne illudiamo per i primi secondi, minuti o giorni…ma poi?

Poi ci ritroviamo nuovamente affannati e alla ricerca di qualcos’altro….e così all’infinito. Soffriamo, corriamo, cerchiamo, troviamo, gioiamo, perdiamo, piangiamo….ri-soffriamo, ri-corriamo, ri-troviamo….

Il problema sta nel fatto che finché continueremo a cercare all’esterno la soluzione a questa sensazione di mancanza, finiremo solo per trovare soluzioni effimere e illusorie.

Dov’è che invece bisogna guardare davvero?

Dentro noi stessi. Questa è l’unica risposta. Non è per nulla facile. Non è per niente facile perché fuori sembra sempre tutto così bello e luminoso, mentre dentro di noi è buio e le cose non appaiono chiaramente, quindi, spaventano. Non è facile sedersi con se stessi, di fronte a se stessi e “parlarsi”. E l’unico modo per parlarsi davvero è stare in silenzio. Ci sono risposte che solo il silenzio può dare e, come il buio, il silenzio spaventa. Sì, spaventa perché potrebbe essere interrotto improvvisamente da qualcosa d’inaspettato. Sì, spaventa perché ci lascia nudi davanti allo specchio della nostra anima. Essere nudi spaventa. Essere nudi, in silenzio, nel buio di noi stessi, spaventa. Non tutti hanno il coraggio di farlo e, molti di quelli che abbracciano la sfida, a metà del percorso fanno un passo indietro spaventati e si ritrovano punto e a capo. Non è facile, ma dopo ogni salita c’è sempre una discesa.

La società odierna ci ha cresciuti nella filosofia del BISOGNO. Ci ha cresciuti come esseri incompleti che hanno sempre BISOGNO di qualcosa o qualcuno per essere completi, felici e completamente felici. Tutto è ormai pubblicizzato e venduto per soddisfare i nostri bisogni…

“SI VENDONO EMOZIONI” era il titolo di un articolo di giornale che lessi una decina di anni fa…

Ogni cosa e ogni persona ha un ruolo particolare e speciale nella nostra vita, ma ogni cosa e ogni persona deve essere vista come mezzo di arricchimento e di espansione e non, erroneamente, come mezzo di completamento…come bisogno! Non c’è nulla all’infuori di noi stessi che può completarci, tuttavia c’è un’immensa varietà di esperienze e di persone che possono arricchirci.

E’ difficile accettarlo. E’ difficile “bastarsi”. E’ difficile volersi bene davvero senza sentire il bisogno di conferme esterne, senza dar troppo peso a giudizi altrui, senza avere sempre una spalla su cui piangere o una mano cui aggrapparsi. Oggigiorno basta affacciarsi alla finestra, premere un tasto della TV o camminare in un centro commerciale per ritrovarsi inondati da “soluzioni preconfezionate” e piene di additivi che “suicidano” la nostra anima.

Non ne abbiamo bisogno!

Qualora dovessimo incontrare sul nostro percorso di vita persone che ci conferiscono amore e serenità, dobbiamo sì gioirne…ma vedere il tutto come un bell’incontro, come una favolosa condivisione….e nulla di più! Ci s’incontra ma non ci si appartiene, mai. Niente e nessuno puo’ completarci, ma solo arricchirci. Nessuno puo’ colmare la nostra sensazione di mancanza, perché questo equivarrebbe a vedere l’altro come un oggetto fisico da incastrarci dentro, a mo di pezzo di puzzle mancante, e lasciarlo lì per sempre: impossibile!!! E neanche gli oggetti veri e propri possono completarci…come potrebbero mai completarci del resto? Sono OGGETTI!

In questo percorso all’interno di noi stessi dobbiamo però ricordare una cosa fondamentale:

Per raggiungere la serenità interiore non basta trovare rifugio nella propria isola di pace. Saper stare soli con se stessi è una qualità inconfondibile ma non va confusa con l’unica via di risoluzione. Chi ha davvero raggiunto un equilibrio con se stesso è colui che è riuscito a trovare un equilibrio con se stesso, con la realtà circostante e, soprattutto, con se stesso all’interno di questa realtà. Realtà che include una miriade di cose, situazioni e persone…molte delle quali spesso ci creano disagi. Disagi che però ben volentieri sono i nostri migliori maestri di vita, poiché ci mettono alla prova e ed accendono in noi l’allarme e il desiderio di risoluzione.

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