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Back to the future

Italian & English Articles! Personal reflections on life, relationships and energy that shines inside and outside each of us. Enjoy ♥

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RELAZIONI

Nessuno sfugge alle relazioni. Siamo tutti connessi. Voglio solo più amore e più sincerità, con noi stessi prima di ogni altra cosa. Amiamoci.

Niente e nessuno puo’ completarci, ma solo arricchirci.

Non siamo esseri perfetti, ma siamo perfetti nella nostra completezza.

In che senso?

Nel senso che ognuno di noi ha disposizione gli strumenti necessari per il raggiungimento della propria completezza.

Allora perché ci sentiamo sempre e in qualche modo incompleti? Perché ci affanniamo così tanto nella ricerca di cose e persone che ci completino? Cos’è veramente che ci manca?

In realtà non ci manca nulla, ma il problema risiede proprio nel fatto che abbiamo sempre la sensazione che ci manchi qualcosa.

Ad esempio, se il nostro stomaco ci dà un minimo cenno di vuotezza, noi corriamo subito alla ricerca di cibo e ci strafoghiamo come se non ci fosse un domani. Non diamo neanche troppa importanza a quello che mangiamo, l’importante è che colmiamo il vuoto! Spesso non abbiamo neanche davvero fame, ma è semplicemente la nostra sensazione di incompletezza ad illuderci di aver fame e di poterci colmare con del cibo…..GNAM, GNAM, GNAM!

Quando invece ci sentiamo incompleti e soli, corriamo a fare shopping, ma non comprendiamo che è solo il nostro armadio a essere riempito mentre la nostra anima si svuota sempre di più….COMPRARE, COMPRARE! È bello ogni tanto farsi un regalo, ma spesso e volentieri è come se noi ci regalassimo a quel vestito o a quel cellulare…vendendo l’anima ai nostri oggetti e trasformando noi stessi in oggetti.

La stessa cosa spesso accade con il nostro cuore. Se esso ci dà la minima sensazione di sofferenza o di solitudine, eccoci che corriamo immediatamente alla ricerca di affetto, amore, amici, amanti….e qualora questi dovessero venire a mancare o non dovessero colmarci pienamente, ci tuffiamo in alcool, droghe…..SPLASH! Sarà davvero il nostro cuore a parlarci, a mentirci?

Se percepiamo una minima sensazione di profondo silenzio, ci precipitiamo nel chiamare un amico al telefono, nell’accendere la TV o nell’ascoltare della musica. Abbiamo sempre bisogno di comunicare o di ascoltare qualcuno o qualcosa che ci parli, che ci ascolti….BLA, BLA, BLA!

Abbiamo davvero bisogno di colmarci in questo modo o di affannarci così disperatamente nella ricerca di qualcosa o qualcuno che ci colmi pienamente e il prima possibile? E, soprattutto, ci sentiamo davvero appagati dopo? Sentiamo di aver risolto davvero questa mancanza? Forse ce ne illudiamo per i primi secondi, minuti o giorni…ma poi?

Poi ci ritroviamo nuovamente affannati e alla ricerca di qualcos’altro….e così all’infinito. Soffriamo, corriamo, cerchiamo, troviamo, gioiamo, perdiamo, piangiamo….ri-soffriamo, ri-corriamo, ri-troviamo….

Il problema sta nel fatto che finché continueremo a cercare all’esterno la soluzione a questa sensazione di mancanza, finiremo solo per trovare soluzioni effimere e illusorie.

Dov’è che invece bisogna guardare davvero?

Dentro noi stessi. Questa è l’unica risposta. Non è per nulla facile. Non è per niente facile perché fuori sembra sempre tutto così bello e luminoso, mentre dentro di noi è buio e le cose non appaiono chiaramente, quindi, spaventano. Non è facile sedersi con se stessi, di fronte a se stessi e “parlarsi”. E l’unico modo per parlarsi davvero è stare in silenzio. Ci sono risposte che solo il silenzio può dare e, come il buio, il silenzio spaventa. Sì, spaventa perché potrebbe essere interrotto improvvisamente da qualcosa d’inaspettato. Sì, spaventa perché ci lascia nudi davanti allo specchio della nostra anima. Essere nudi spaventa. Essere nudi, in silenzio, nel buio di noi stessi, spaventa. Non tutti hanno il coraggio di farlo e, molti di quelli che abbracciano la sfida, a metà del percorso fanno un passo indietro spaventati e si ritrovano punto e a capo. Non è facile, ma dopo ogni salita c’è sempre una discesa.

La società odierna ci ha cresciuti nella filosofia del BISOGNO. Ci ha cresciuti come esseri incompleti che hanno sempre BISOGNO di qualcosa o qualcuno per essere completi, felici e completamente felici. Tutto è ormai pubblicizzato e venduto per soddisfare i nostri bisogni…

“SI VENDONO EMOZIONI” era il titolo di un articolo di giornale che lessi una decina di anni fa…

Ogni cosa e ogni persona ha un ruolo particolare e speciale nella nostra vita, ma ogni cosa e ogni persona deve essere vista come mezzo di arricchimento e di espansione e non, erroneamente, come mezzo di completamento…come bisogno! Non c’è nulla all’infuori di noi stessi che può completarci, tuttavia c’è un’immensa varietà di esperienze e di persone che possono arricchirci.

E’ difficile accettarlo. E’ difficile “bastarsi”. E’ difficile volersi bene davvero senza sentire il bisogno di conferme esterne, senza dar troppo peso a giudizi altrui, senza avere sempre una spalla su cui piangere o una mano cui aggrapparsi. Oggigiorno basta affacciarsi alla finestra, premere un tasto della TV o camminare in un centro commerciale per ritrovarsi inondati da “soluzioni preconfezionate” e piene di additivi che “suicidano” la nostra anima.

Non ne abbiamo bisogno!

Qualora dovessimo incontrare sul nostro percorso di vita persone che ci conferiscono amore e serenità, dobbiamo sì gioirne…ma vedere il tutto come un bell’incontro, come una favolosa condivisione….e nulla di più! Ci s’incontra ma non ci si appartiene, mai. Niente e nessuno puo’ completarci, ma solo arricchirci. Nessuno puo’ colmare la nostra sensazione di mancanza, perché questo equivarrebbe a vedere l’altro come un oggetto fisico da incastrarci dentro, a mo di pezzo di puzzle mancante, e lasciarlo lì per sempre: impossibile!!! E neanche gli oggetti veri e propri possono completarci…come potrebbero mai completarci del resto? Sono OGGETTI!

In questo percorso all’interno di noi stessi dobbiamo però ricordare una cosa fondamentale:

Per raggiungere la serenità interiore non basta trovare rifugio nella propria isola di pace. Saper stare soli con se stessi è una qualità inconfondibile ma non va confusa con l’unica via di risoluzione. Chi ha davvero raggiunto un equilibrio con se stesso è colui che è riuscito a trovare un equilibrio con se stesso, con la realtà circostante e, soprattutto, con se stesso all’interno di questa realtà. Realtà che include una miriade di cose, situazioni e persone…molte delle quali spesso ci creano disagi. Disagi che però ben volentieri sono i nostri migliori maestri di vita, poiché ci mettono alla prova e ed accendono in noi l’allarme e il desiderio di risoluzione.

MAMMA

Magica
Armonia
Multicolore che
Manifesta
Amore

2O sconosciuti che si baciano per la prima volta

Che sia vero o no che queste persone siano stati perfetti sconosciuti o meno non mi interessa. Adoro questo video. Alla fine…perché no? Perché non dovremmo baciare uno sconosciuto? Perché potrebbe essere un assassino? Perché potrebbe avere delle malattie? Perché non sappiamo dove è nato, quanti anni ha, se si droga, se ha la fidanzata, se è un ricercato o cosa? Quante volte vi è capitato di conoscere una persona e di fissare subito un appuntamento? E quante volte vi è capitato di andare a quell’appuntamento e di baciare quella persona? Non credete che al secondo, terzo o quarto appuntamento quella persona sia pur sempre uno sconosciuto? Potete scoprire aspetti di cari amici dopo anni. Il vostro partner può rivelarsi tutt’altra persona dopo anni di matrimonio. Potete amare una persona per una vita e un giorno vederla inaspettatamente come uno sconosciuto. Non riconoscerla più perché ha fatto o detto qualcosa che non vi sareste mai aspettati. Chi è uno sconosciuto del resto? Non basta una vita per conoscere se stessi, figuriamoci gli altri. Dov’è il sentimento nel baciare uno sconosciuto dite? E se il sentimento fosse nel bacio stesso? E se il sentimento fosse legato all’anonimato e al fatto di poter amare anche per un solo istante qualcuno in maniera totalmente disinteressata? Un bacio senza aspettative e senza pretese. Forse dovremmo baciare sempre in questo modo le persone che amiamo. Quindi perché no? Potremmo essere un’unica grande famiglia. Qualcuno di voi ora ridurrebbe il mio pensiero ad una grande orgia pornografica. No. Ma un’orgia di sentimenti perché no? Orgie di emozioni e condivisioni. Di abbracci e di baci. Di sorrisi e di carezze.

Un bacio,
Martina

Piacere

Passionale
Intreccio di
Attimi
Concatenati da
Eterni
Riflessi
Erotici

La Gelosia.

Ho deciso di parlarvi di gelosia, un argomento caro a molti…se non a tutti.
Cercherò di dirvi la mia a riguardo..

Innanzitutto al concetto di gelosia non riesco a non affiancare quello del volersi bene poiché, a mio parere, essere gelosi equivale a non volersi bene, nel senso di non voler bene a se stessi!
E questo è il punto fondamentale, alla base di ogni gelosa vicissitudine.
Potrei non aggiungere altro, ma ho voglia di impelagarmi un po’ in questa fitta e invalicabile ragnatela invisibile chiamata “gelosia”.

Generalmente lo stato di gelosia è esercitato da chi vive con insicurezza, ansia e possesso una relazione.
Credo che la gelosia non nasca semplicemente dalla paura di perdere una persona, ma nasca soprattutto dalla paura di condividerla.. E non siamo abituati a pensare che la persona che amiamo o che ci ama, possa essere contemporaneamente amata da qualcun’altro…e a sua volta ricambiare.
La paura che questo amore condiviso si estenda maggiormente è dettata dalla paura delle paure, quella al di sopra di tutte, e cioè la paura del contatto: la cosa che ci spaventa di più è che la persona che amiamo possa toccare o essere toccata da qualcun’altro. Un timore così grande che la maggior parte delle volte sfocia nel patetico, quando un semplice sguardo può dar fuoco agli animi più indomabili, toccando persino più a fondo di una mano. Uno sguardo che, agli occhi del geloso, può equivalere ad un tradimento effettivo: il geloso assiste ad un vero e proprio atto sessuale. Sente grida bruciargli dentro. Si sente nudo, come se il suo corpo fosse improvvisamente spogliato da ogni dignità, logorato e spremuto fino al midollo…un corpo ormai da buttare.
La persona che riceve ed accoglie lo sguardo appare invece come un fiore appena sbocciato, desideroso di luce e generoso di donare il suo nettare. Non si può competere con esso. E’ caos.
La situazione peraltro cade sul patologico quando lo scambio di sguardi in questione diventa puramente immaginario e cioè nato nella fantasiosa mente del geloso. Una mente nella quale si auto-proietta un film inedito che gira velocemente su una pellicola la quale ricopre, avvolge e schiaccia la realtà, fino a distruggerla… Una realtà che ha ormai ceduto il suo posto all’immaginazione per andarsi a fare una bel viaggetto di sola andata!!

E non ha senso aspettare che ritorni.

Situazione ricorrente
: immaginate di essere in un gruppo di persone, di amici. Fra queste c’è quella che desiderate, che amate. Fra una chiacchierata e l’altra prendono parte al gruppo altre persone a voi sconosciute, le quali iniziano a scambiare sguardi, sorrisi e battute amichevoli con il vostro amato. Come vi sentireste? Il geloso si sentirebbe spodestato, decentrato, valicato, minacciato, SFIDATO.

Il film è già da un pezzo iniziato.
Il secondo tempo arriva così subito ma non termina mai.
E’ sempre un fottutissimo infinito film.

La gelosia è un buio e freddo tunnel.
Un labirinto d’ortiche.
Ti perdi,
non vedi più nulla,
soffri.
Soffri. Soffri. Soffri.
Si, cazzo …SOFFRI!

Beh, o questo è un mondo di masochisti oppure è un mondo di decerebrati!
Un mondo di registi che vivono i loro paranoici film di cui sono gli unici spettatori.

Il geloso generalmente attribuisce le colpe di ogni sua sofferenza all’altro. La sua gelosia è guarda caso sempre giustificata!
In una società dove il desiderio è visto come mancanza e la relazione come possesso, la sofferenza è quasi un obiettivo da raggiungere. E’ una continua gara a chi soffre di più.
Le persone felici e spensierate sono fuori moda. Sono dei pazzi!
Mentre il geloso vede ogni intruso come probabile sfidante, il pazzo lo vedrebbe come un probabile amico, se non amante.
Per il geloso il triangolo è una minaccia, per il pazzo è una promessa.
La geometria non è un reato! Diceva Renato..

Ma voi…vi volete bene?
Ve lo chiedo da ex gelosa cronica!
Cos’è per voi un sentimento?
Pensate che sia qualcosa di programmabile? Qualcosa di gestibile? Qualcosa da poter reprimere a comando? No, certo che no.
Mettetevelo in testa: NON POTRETE MAI GESTIRE I SENTIMENTI DELLA PERSONA CHE AMATE!
Io personalmente non vorrei mai al mio fianco persone i cui sentimenti non fossero del tutto spontanei.
Se la persona che amo, ama a sua volta qualcun’altro…io che ci posso fare?
Posso solo decidere se continuare a donargli il mio amore o se tenerlo per me. Ma di certo non posso costringerlo a ricambiare i miei sentimenti né tanto meno ad avere l’esclusiva dei suoi.
Inoltre la gelosia ha il potere di distruggere ogni sentimento d’amore già esistente, quindi non ne vedo proprio il lato vantaggioso.

Non è un’ottica facile da condividere e soprattutto da adottare, ma credo che la nostra serenità venga sempre al primo posto. Basta semplicemente chiedersi: perché non dovrei essere geloso?” 

E non vi è altra risposta che: PERCHÉ MI VOGLIO BENE! 

Sesso-amore, sesso-amicizia o solo-sesso?

Nel possesso vedo solo sesso ma nel sesso non vedo solo possesso.

Un atto sessuale contenuto all’interno di un rapporto amoroso può essere caratterizzato da possesso, ma in tal caso parlerei di un possesso concordato da entrambe le parti, volto a stimolare l’erotismo e la trasgressione della vita di coppia. Questa sorta di accordo può limitarsi all’atto sessuale o estendersi nella durata generale della relazione, ma non è questo che importa… Tutto ciò che è spontaneo e lega in maniera armoniosa due persone, è bello, è giusto, va bene!

E’ il possesso univoco e ossessivo ad essere dannoso..

Al possesso viene spesso opposta la libertà! Ma la libertà a cui si fa solitamente appello è di natura prettamente sessuale, quando invece essa regna in tutto ciò che viviamo, con noi stessi e con gli altri.. Non è libero chi sceglie di darsi liberamente, ma è libero chi sceglie liberamente di non darsi!
La libertà sta proprio nella scelta di poter interrompere, in qualsiasi momento, qualsiasi rapporto! Il problema sta proprio qui: la maggior parte delle persone coinvolte in rapporti amorosi, sessuali o di amicizia che siano, vive questi rapporti in maniera incompleta, per inerzia e senza un vero coinvolgimento. Persone che, per sciocchi motivi, formali o personali, non hanno il coraggio di liberarsi da queste relazioni che non li soddisfano a pieno e hanno paura di perdere una situazione, che per quanto incompleta sia, è pur sempre sicura o stabile nella sua insicurezza. Da qui nasce il possesso: dalla paura di rompere un equilibrio effimero e di prendere le redini di se stessi e della propria libertà!

  • Sesso-amore, sesso-amicizia o solo sesso?

In tutte e tre le relazioni c’è una cosa alla base: amore per il sesso! Esso è, senza ombra di dubbio, fondamentale per la buona riuscita di ognuno di questi rapporti.

Sesso-amore? Bisogna volersi bene nella vita e volersi bene a letto. E, soprattutto, per far funzionare un rapporto, è necessario evitare il peggiore di tutti i mali: la monotonia! Qualsiasi cosa, per quanto bella ed eccitante possa essere all’inizio, nel momento stesso in cui diventa monotona, è destinata ad “imbruttirsi”! C’è amore e c’è sesso? Bene!! Ma non devono essere amore e sesso ripetitivi nelle loro forme e manifestazioni! E’ proprio questa monotonia che porta molti a fuggire dal sesso-amore e a rifugiarsi nel sesso-amicizia o nel solo sesso!

Sesso-amicizia? La situazione è molto pericolosa..in quanto è una relazione che vive in una posizione instabile, a cavallo fra gli altri due tipi di relazione… Essa rischia sempre di scivolare da una parte o dall’altra e rovinare così il rapporto! Sarebbe a mio avviso la condizione ideale…ma in una realtà dove tutte le relazioni fossero di sesso-amicizia.

Solo-sesso? Il solo sesso è bello ma sterile… Io personalmente nel solo-sesso cerco di instaurare sempre una certa complicità con l’altra persona…quindi non è mai solo sesso per me! Cos’è il solo-sesso del resto? Non siamo mica semplice carne da macello… Anche quando ci eccitiamo e godiamo, non è mica solo il nostro corpo ad esserne partecipe! Non siamo solo corpo e non lo saremo mai! Siamo mente, corpo e spirito.. e tutte e tre queste componenti giocano un ruolo fondamentale in ogni istante della nostra vita e, soprattutto, giocano insieme! Il solo-sesso per me non esiste..o meglio, non dovrebbe esistere…
Solo-sesso? Altro non è che pornografia… ed esso uccide tra l’altro la cosa più bella: l’erotismo! Confuso ormai con la frivola e meccanica eccitazione sessuale…

PosSesso

Si parla sempre di amore come possesso sottovalutando la possessività che spesso regna anche nell’amicizia.
Ci insegnano fin da piccoli ad avere l’amico del cuore….il NOSTRO amico del cuore.
Quando ero bambina dovevo prenotare l’amica del cuore, altrimenti rischiavo che qualcuna mi precedesse e mi costringesse a sceglierne un’altra.
L’amica del cuore ha privilegi che altre amichette non hanno, ma anche pretese che altre amichette non hanno.
Gli amici del cuore, come i fidanzatini, considerano d’obbligo il messaggino della buonanotte o del buongiorno, il mi manchi o il ti voglio bene settimanale…ed anche una media mensile di 4 cuoricini sulla loro bacheca di Facebook!
Non a caso ho deciso di non ufficializzare più alcun rapporto!
Perché si ha bisogno di firmare un contratto di proprietà su tutto?
Non riuscite a vivere senza dare un nome a tutte le cose che fate e a tutti i rapporti che vivete?
E se invece vi limitaste a vivere?

Non ho bisogno di sapere come ti chiami o cosa fai nella vita per volerti bene.
Non ho bisogno di sapere quante volte mi pensi al giorno o quanto spesso mi contatti per ritenerti un buon amico.
Non ho bisogno di conoscerti da 10 anni o vederti 8 giorni su 7 per ritenerti vicino.
E non ho bisogno di ricevere costanti attenzioni da parte tua per essere felice del nostro rapporto.
Ma, soprattutto, non ho bisogno di ripeterti ossessivamente i miei sentimenti per te…
Non parlo solo per smuovere l’aria e, per questo, un mio ti voglio bene detto 3 mesi prima continua a valere, dannazione, anche senza la sua ossessiva ripetizione!
E meno pretenderai tali futili conferme, maggiormente io te ne darò!

Non offenderti se domani vorrò bene ad uno sconosciuto tanto quanto ne voglio a te.
Non offenderti se passerò il sabato sera con lui o se deciderò di non uscire affatto.
 <<<SE DIO ESISTE, CHE MALEDICA LA SINDROME DEL SABATO SERA & VIVA IL LUNEDI!>>>
E non offenderti se non ti tengo aggiornato sulla mia vita 24 ore su 24.
Forse non posso o forse non voglio…in ogni caso qualsiasi cosa sia accaduta, accada o accadrà, è stata, è e sarà SPONTANEA!
Sii felice per ogni cosa che faccio o che non faccio in quanto naturale, pura, libera!
Cos’altro vuoi?
Finzione?
Repressione?
Possesso?

Cosa c’è di più bello della spontaneità?
Penso nulla.
Penso che nulla che non sia spontaneo possa essere veramente bello.
Ad un mio amico speciale una volta dissi: “Fammi un piacere, contattami solo quando veramente lo desideri e mai perché temi che il non farlo possa avere ripercussioni negative sul nostro rapporto..”
Fidati che tutto ciò che non è spontaneo non porta a nulla di buono ed è destinato a finire o a manifestarsi in maniera finta e sofferente.

Nel momento in cui abbiamo paura di perdere chi ci circonda, abbiamo già perso noi stessi.
Ci vediamo come persone incomplete, con scompartimenti vuoti che cose e persone devono assolutamente colmare, ma non è proprio così..
Non c’è niente da colmare, c’è solo tanto da ampliare, infinitesimamente..
Ogni persona può arricchirci, tutti sono fondamentali ma nessuno è indispensabile!
Non serve ancorarsi a vita ad una o più persone in particolare.
Siamo tutti di passaggio!
Si dovrebbe gioire per ogni amico conosciuto e arricchirsi di tale gioia, a prescindere che questa amicizia duri giorni, mesi o anni!
Certi amici ti regalano solo un giorno della loro vita, ma è un giorno che dura per sempre!

Cos’è il possesso?
Neanche noi stessi ci apparteniamo completamente!
Siamo materia astratta ed energia concreta.

Io
nel
possesso
vedo
solo
sesso.

SESSO

Sensuale
Effusione
Sensoriale che
Scivola in
Orgasmi

OSSESSIONE

Opprimente
Sensazione
Sintomatica di
Eccitazione
Sospesa su
Solide
Illusioni
Onniscienti ma
Nostalgicamente
Essenziali

EMPATIA

Eremita
Migrazione di
Pensieri che
Attiva
Tentazioni
Interiormente
Affascinanti

CONTATTO

Coinvolgente
Orgasmo
Naturale al
Tatto che
Anima
Tenere
Tentazioni
Ondulanti

SGUARDO

Simbolo
Guida che
Unisce
Anime
Risplendenti
Di
Opportunità

L’amante non ha colpe.

Premessa:
1. Per comodità mi rivolgo ad un lettore femminile, ma il tutto è rivolto, ribaltando la visuale, anche al pubblico maschile.
2. Quando parlo di “cornuta” mi riferisco ad una conoscente o ad una estranea, ma mai ad un’amica.
3. Non ci sono figli di mezzo.

Ognuna di voi, almeno una volta nella vita, si sarà trovata nella condizione di aver desiderato l’uomo d’altre e/o di essere stata desiderata da questo. Qualcuna di voi si sarà fermata al sol pensiero (amante utopico), altre avranno inviato delle frecciatine (amante potenziale), qualcuna invece avrà tentato il corteggiamento e poi rinunciato all’idea (amante risentito), e altre ancora avranno partecipato completamente al tradimento (amante effettivo). A prescindere dalla categoria di “amante” a cui ciascuna di voi è mai appartenuta, nella vostra testolina saranno sicuramente balenate domande/riflessioni del tipo:

“ci provo nonostante sia fidanzato?”,”e se la moglie mi scoprisse?”, “è giusto che faccia soffrire la sua ragazza anche se non lo merita?”, “e se non mi amerà mai come ama lei?”, “ma se la tradisce allora non la ama”, “se è un tipo che tradisce chi mi dice che non lo farà anche con me?”, “non voglio fare la sfascia-famiglie”, “non lo farei mai perché non vorrei mai che qualcuno lo facesse a me”, “e se rovino la mia reputazione?” ecc..

La questione è più semplice di quello che pensate.

Il problema non è di certo “non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te“..questo è uno degli insegnamenti più ipocriti. Io lo riformulerei così: “non fare agli altri ciò che non faresti mai in generale, a prescindere da te stesso“; altrimenti ti ritroveresti a non fare qualcosa solo perché non vorresti che la facessero a te e non di certo perché senti veramente di non volerla fare. E’ un po’ come fare un regalo per Natale solo con l’aspettativa di riceverlo a tua volta (o non farlo solo perché non lo hai prima ricevuto). Quindi, evita di farti paranoie sul perché o per come, o se potresti o non potresti essere l’amante di quella persona, perché se non avessi voluto esserlo non saresti neanche mai arrivata a farti tutte queste domande. Qui si tratta solo di te stessa. L’unica domanda che devi farti è “voglio davvero essere l’amante di qualcuno?”. Se la risposta è sì allora fallo. E non sentirti in colpa per la potenziale cornuta, perché la colpa non è tua. Fidati che se ti rifiuterai di essere la sua amante, lui ne troverà un’altra subito dopo di te. La potenziale cornuta è già segnata a diventare cornuta se si ritrova al proprio fianco un finto fidanzato che prova un finto amore e che regala finti fiori a San Valentino. Anzi, forse all’inizio ti sentirai un po’ in colpa ma dopo realizzerai di aver fatto un’opera di bene perché sfascerai una finta “famiglia”, che non avrebbe senso di esistere in quanto finta, e se la cornuta avrà un briciolo di cervello, le aprirai gli occhi…prima che sia troppo tardi per lei. E se avrà anche un briciolo di buon senso, ti ringrazierà. Se invece sarà solo una povera e stupida cieca, se la prenderà con te, ti offenderà in ogni maniera possibile, infangherà la tua reputazione, riverserà in te sensi di colpa dando a te appunto la colpa di tutto…lascerà per finta il finto fidanzato (che agli occhi di lei è dopotutto un tenero ma debole batuffolino senza colpe) per poi tornare ad essere felicemente cornuta. Una vera cornuta in un mare di finzione.

L’amante non ha colpe…

…se non quella di non amarsi abbastanza da non essere l’amante di nessuno.

Non si ama per beneficenza né per desiderio di essere ricambiati.

Cosa significa dare un bacio? Una sensazione? Un vuoto? Un desiderio? Cosa significa essere una pianta che deve essere annaffiata? Dipendere dall’acqua? Quale acqua? L’amore? E se una persona vi da tutto questo e vi dimostra in ogni modo che non vi abbandonerà mai, che sarà al vostro fianco, che vi darà libertà infinita e a voi non bastasse e dopo poco ne vorrete ancora, cosa significa?

Capiterà ancora che una persona vi faccia sentire importanti e desiderati, ma davvero ricambierete sempre e all’infinito ogni persona che dimostrerà interesse per voi? Cos’è l’amore a questo punto? 
Perché avete questo desiderio dentro di attenzione continua? Di amore senza fine? Di presenza? Di conferme? Perché vi sentite in diritto di ricevere amore da tutti? Cosa pensereste se la persona che amate si lasciasse amare da altre persone?

Forse dentro di voi vi sentite in diritto di dover accettare tutto l’amore che vi viene dato perché è il “premio” dell’amore che voi avete sempre dato o semplicemente provato… Non dovete sentirvi in colpa se baciate una persona che non è quella che avete detto di amare, dovete semplicemente chiedervi perché l’avete fatto. Siete liberissimi di darvi a chi volete ma se lo fate senza amore, poi inevitabilmente state male..e dopo il primo sbaglio, inizia una catena di sbagli..e domande, dubbi…

Bisogna seguire le proprie sensazioni. Ma se pensate anche ad un solo minimo motivo che vi bloccherebbe dal fare quella cosa, allora non vale la pena farla.. Di sicuro quel motivo vi ossessionerà dopo…Si tratta solo di maturare la capacità di seguire le proprie sensazioni e di riconoscere quali non potete assolutamente ignorare, evitare o rimandare.. Fate tutto quello che le vostre sensazioni vi dicono di fare.. Uno sbaglio è quello di vedere amore e dare amore a prescindere, illudendovi che la persona davanti a voi possa essere trasformata dal vostro amore…

Cosa volete dirgli? Cosa volete dimostrargli? Come vorrete o potrete ricambiare lo stesso amore? Ricambiate l’amore di chi vi ama e vi considera speciali, ma solo se amate anche voi. Ed amate e fate sentire speciale qualcuno a prescindere se questo ricambia o meno.  Non ricambiate incondizionatamente. Non cercate di tenervi strette e vicine le persone che vi considerano speciali. Non cercate di conquistare il loro amore futilmente invece che con gesti importanti. Sicuramente alcune persone vi ritengono speciali e importanti per loro, ma di fondo, il perché qual è? Che cosa avete trasmesso loro? E, soprattutto, loro cosa vi trasmettono?

E’ sempre tutto bello all’inizio. Amore da favola…. Ma cosa volete dalla vita? Tanti amori da favola? Un solo amore, ma che sia amore? Cos’è l’amore? Che sentimento è? Lo mettete in tasca come se poteste farlo riuscire a comando? Perché vorreste che una persona vi abbia sempre in testa, sempre nel cuore e pensi sempre e solo ed esclusivamente a voi? Perché pretendete ciò? Perché vi legate alle persone come se aveste paura che si dimentichino di voi da un momento all’altro? Avete bisogno di uscire da voi stessi.

Siete maturi? Matura di cosa? Maturi dove? Fino a che punto? E’ la vostra parte bambina che esce fuori quando avete a che fare con l’amore. Una maschera. Come guarire? La risposta ce l’avete sicuramente a portata di mano, ma la vostra mente boicotta la purezza della vostra anima.

Dovete fermarvi, dovete capire. Dovete capire che l’amore esiste, ma che va conosciuto. Gridate! Lasciate il vostro corpo. Uscite da tutto e osservate la vostra anima. Di che colore è? Dove sono i vostri buchi? I vostri nodi? Potete trovare la coerenza del vostro essere? Potete capire di cosa avete bisogno?

Rivendicate la libertà ma in realtà non la vorreste. Non volete essere liberi di amare e riceve amore da tutte le mani sicure che ve l’offrirebbero. Non potete pensare di amare più persone. Non è cosi che funziona l’amore, vero? La libertà vi allontana dal centro. Sbilancia il vostro ‘equilibrio’. Perché dovreste essere liberi? Cosa ricerchereste in altri amori che una sola persona non vi darebbe? Potete amare totalmente una persona e amare degli altri sette miliardi di persone nel mondo la parte migliore? Lo volete?

Ci sono vari modi di amare e di dimostrare e condividere il proprio amore.  Avere la libertà di amare però richiede buon senso e responsabilità. E’ facile lasciar gestire le proprie emozioni agli altri, ma nel momento in cui una persona che amate vi rende liberi di gestire le vostre emozioni e di indirizzarle verso chi volete, entrate in crisi. La prigione amorosa in fondo vi da sicurezza..

Se vi state chiedendo se amare è una responsabilità la risposta è no. La libertà è una responsabilità. Nel momento in cui rivendicate la vostra libertà, dovete prendere nel pacchetto anche tutte le responsabilità e i rischi che essa comporta. Vi state chiedendo cos’è la libertà? E’ la possibilità di gestirsi. Il problema è: verso dove? Siete in grado di gestirvi o preferite essere gestiti? E’ facile incolpare qualcuno di avervi gestito in modo sbagliato, ma siete in grado di prendere le redini di voi stessi e incolparvi? Incolparvi qualora facciate un uso sbagliato della vostra libertà?

Forse non saprete mai cos’è l’amore. Forse non esiste l’amore. Forse esiste in mille forme diverse. Vi chiedete se quando è reciproca la stima e il piacere di una persona verso l’altra è una forma di amore? O l’amore è altro? E’ sicuramente una forma di amore. Ma l’amore in sé per sé non esiste, non è definibile. Così come non è definibile nulla, né la libertà, né la morale, niente, panta rei.

Notate però che può causare molto dolore l’amare in questo modo tante persone. Ma ad ogni cosa corrisponde un suo contrario. Contemporaneo, precedente o successivo che sia. Non esisterà mai amore senza dolore, né dolore senza amore. Non esiste trasgressione senza limiti, né erotismo senza divieti, né niente senza tutto. Anche la natura ha le sue misure e i suoi limiti ma sono limiti nati per essere superati, non eliminati ma valicati, per poi tornare indietro e ripercorrere l’adrenalina di quel momento altre mille volte.

Tutto è possibile. Niente è scontato. Tutto è relativo. Tutti possono amarvi e voi potete amare tutti. Accettate tutto, anche il dolore.

Confine tra amore platonico e amore fisico? Non esiste.

Se amate una persona e poi il giorno dopo ne amate anche un’altra, la persona che vi ama non deve pensare che quell’amore che voi gli avete dato non ha nessun valore. Assolutamente no. Bisogna dare la conoscenza a ogni persona che amiamo di quale tipo di amore gli stiamo dando. E qui entra in gioco una domanda: preferite rivelarvi o essere scoperti? Spesso volete che vi mettano dei freni così non dovete fare grandi scelte, perché in fondo è come se avesse deciso già qualcun altro per voi. Così non dovete mettervi alla prova, facile no?

Se una cosa vi viene spontaneo farla, la dovete fare.

E non vuol dire nulla il dover dare amore a prescindere. Non dovete aver paura di far soffrire. Né di dover dare amore per curare le sofferenze altrui. Decidiamo noi se soffrire o meno. E nessun altro. Decidiamo noi se lasciarci ingannare o no, e nessun altro. Non date la colpa a nessuno per la vostra sofferenza. Voi siete padroni di voi stessi. Se una persona vi fa soffrire è solo perché voi glielo permettete. E se una persona soffre a “causa” vostra è solo perché lei ve lo permette.

Non entrate in un circolo senza fine. Basta farsi domande inutili. Cercate dentro di voi le risposte e soprattutto, per un attimo, pensate solo a voi stessi. Se non aiutate voi stessi, se non capite voi stessi, non potrete fare molto per gli altri. E, soprattutto, non date amore perché vorreste riceverne voi, non cercate la carezza di nessuno se non gli viene dal cuore e non date carezze a nessuno se non vi vengono dal cuore. A costo di soffrire o sentirvi soli. Non pensate a quello che dovrebbero avere tutti, pensate a quello che meritano gli altri da voi e soprattutto a quello sentite voi di voler fare e dare. Un’azione non spontanea è un’azione non buona.
Anzi è un’azione malefica. Per voi. Per tutti.

Amate voi stessi. Non è egoismo. E’ la base di tutto.

Cos’è il FIDANZAMENTO?

Ho smesso di fidanzarmi da tempo.

In realtà non sono mai stata veramente fidanzata.

Ora vi spiego perché.

Solitamente ci si fidanza perché si è innamorati. E fin qui potremmo sembrare tutti d’accordo.

Ovviamente è una mera illusione. Del resto non è mai successo che tutti fossero d’accordo su qualcosa, neanche sulla morte.

Inoltre, per quanto possa essere discutibile un sentimento come l’amore, certamente esso non ha nulla a che vedere con ciò che viene definito ‘fidanzamento’ in quanto ritengo che sia impossibile amare una ed una sola persona, che sia per un istante o per sempre. Del resto per amare bisogna amarsi quindi si ama sempre un minimo di due persone alla volta.

Nel momento in cui io amo qualcuno, io amo qualcuno. Basta. Stop.

Fidanzamento?

Ma cos’è?

Per farvi capire cosa sta farfugliando la mia testolina ora vi stilo un breve elenco di modi in cui io definirei IL FIDANZAMENTO:

  • ILLUSORIO CONTRATTO DI PROPRIETA’. Tentativo di legare, incollare e condannare al proprio fianco per sempre la persona che si ‘ama’;
  • PAURA DELLA SOLITUDINE. Disperata ricerca di una certezza, quella di non essere mai soli;
  • MANCANZA DI AMOR PROPRIO. Necessità di definire se stessi all’interno di un rapporto ‘ufficiale’;
  • MOTIVO DI VANTO. Tentativo di accrescere l’autostima attraverso gli occhi degli altri;
  • BOTTE PIENA E MOGLIE UBRIACA. Sicurezza di essere amati da qualcuno e poter fare sesso con qualcun’altro;
  • QUALCUNO CHE TI ASPETTA SEMPRE. Bisogno di sapere che c’è qualcuno che è lì per te quando torni dal lavoro, dall’università o dalla scappatella di turno;
  • SENTIRSI IMPORTANTI PER QUALCUNO. Necessità di ricevere da un’altra persona quell’importanza che non si è capaci di dare a se stessi;
  • SENTIRSI UTILI. Sopperire la mancanza di autostima con il sentirsi utile per qualcun’altro;
  • IPOCRISIA. Ipocrita auto-convinzione di aver bisogno solo di quella persona;
  • ILLUSIONE. Illudere se stessi e l’altra persona di essere nati per stare insieme;
  • PROMOTORE DI CONSUMISMO. Spendere soldi a Natale, San Valentino, mesiversario, anniversario, filmiversario, baciversario, primavoltaversario…
  • FINE DELLA DIETA. Traguardo ambito da una perenne dieta conquistatrice;
  • FINZIONE. Mera finzione di appagata soddisfazione e felicità;
  • SESSO ASSICURATO. Sicurezza di poter fare sesso quando si ha voglia senza dover pagare nessuno o affidarsi a ‘sconosciuti’ o essere giudicati;
  • AFFETTO ASSICURATO. Ricevere sempre affetto, meritato o no che sia;
  • TRADIMENTO ASSICURATO. Volontario incarceramento di se stessi che rende succoso e ambito il tradimento.
  • FORMALITA’.

E così definirei L’AMORE:

  • UNA LUNGA PASSEGGIATA
  • UN BEL SOGNO
  • CAPIRE
  • ESSERE CAPITI
  • LIBERTA’
  • CONDIVISIONE
  • UNA LETTERA
  • UNA CORSA
  • UNA GOCCIA DI SUDORE
  • UN DISEGNO
  • UN GIRO IN MOTO
  • UN INCONTRO
  • UNO SCONTRO
  • UN’OCCHIATA AL CIELO
  • UN CONCERTO
  • UN LIBRO
  • DORMIRE
  • STUDIARE
  • LAVORARE
  • UN SORRISO
  • UN ABBRACCIO
  • UN SENTIMENTO
  • UN VIAGGIO
  • UN FILM
  • UNA CANZONE
  • UN GIRO IN BICI
  • BERE
  • MANGIARE
  • FARE SESSO
  • FARE L’AMORE
  • AMARE
  • VIVERE.

Amare è vivere.

Amare non è fidanzarsi.

E fidanzarsi non è amare.

E non c’è bisogno che vi dica che vivere è un verbo collettivo.

Ama = vivi = ama te stesso e chi Vive con te.

 

Per la traduzione in inglese di questo articolo clicca qui: What does it mean being engaged?

Non voglio saperlo.

Vi è mai capitato che qualcuno si sia sentito in dovere di dirvi cose che non avreste voluto sentirvi dire o di darvi spiegazioni che non avete mai preteso?

Ho trascorso un periodo della mia vita in cui sarei morta al pensiero di non poter sapere certe cose, un periodo in cui mi sarei logorata nel trascorrere le mie giornate senza ricevere certe spiegazioni.

Ma ora…non voglio saperlo.

Se non ti chiedo spiegazioni, non darmele. Non sentirti in dovere di nulla, se io ho bisogno di qualcosa te la chiedo. Evidentemente se non ti chiedo nulla è perché io sto bene cosi.

Ti sconvolge il fatto che io stia così bene? Forse può destabilizzarti il fatto che io stia bene a prescindere da quello che tu muori dalla voglia di dirmi. Forse ti sconvolge il fatto che io starò bene a prescindere da quello che tu mi dirai. Perché so che non resisteresti al mio benessere senza dirmi qualcosa che potrebbe comprometterlo.

Sia ben chiaro, non sono assolutamente contro la libera espressione, che sia un pensiero, una spiegazione o un consiglio. Ma sentiti libero di dire la tua e non di pretendere che sia ciò di cui ho bisogno. Il mio non è un rifiuto verso l’opinione altrui. Il mio è un rifiuto verso l’intromissione altrui. Sentiti pure libero di dare consigli o spiegazioni ma non rimanerci male se essi non mi sfiorano minimamente. E non è di certo perché io non ti ascolti o non ti stimi, ma è semplicemente perché io sto bene così. E nel momento in cui il mio stare bene non nuoce a nessuno, se non per invidia (ma in tal caso il malessere lo genera l’invidia stessa e non io), non vedo motivo per cui tu debba destabilizzarmi.

C’è solo un modo per destabilizzarmi, affascinandomi. Lascia che gli occhi del mio cuore brillino di fronte a tutte le parole che sei libero di dire, a tutte le cose che sei libero di fare e di trasmettermi, e io mi lascerò destabilizzare da te.

Ma se il tuo intento non è quello di affascinarmi ma di demolirmi. Annientarmi. Dar fuoco all’essenza positiva che è in me. Hai sbagliato persona, perché io non voglio saperlo.

Bella faccia a cattivo gioco.

E’ inutile che sei lì e mi guardi con fare circospetto. Se hai qualcosa da dire, parla. Sostanzialmente non mi curo di ciò che ti passa nella testa, ma se volendo o nolendo la vita mi ha posto nella condizione di relazionarmi necessariamente con te, lo faccio. Mi relaziono. Penso. Parlo. Non mi limito a guardarti, a ispezionarti, a giudicarti, ad essere spettatore della tua vita. Interagisco.  Mi esprimo. Dico la mia. E la tua qual è? Con me questo gioco non puoi farlo. Io ti leggo nella mente. Percepisco ogni sintomo di astio o discordanza agitarsi nel tuo tono di voce, nei tuoi occhi o in ogni tuo movimento. E questo mi porta a detestare ogni tuo sorriso o accondiscendenza. Non aspetto altro di avere uno scontro/confronto con te. Ma no. No. Tu non dici la tua, non ti esprimi molto. Sei per il quieto vivere, sei per la pace nel mondo.

Qualcuno tempo fa ha detto che si fa gli scemi per non andare in guerra. Forse parlavano proprio di te. Non tramuti i tuoi pensieri in parole. No, non lo fai perché rischieresti di ritrovarti una guerra che non vuoi o non saresti in grado di affrontare. Una guerra che non è altro che uno scambio reciproco di punti di vista. E la cosa più detestabile di te, non è che tu non abbia un tuo punto di vista. Anzi. Ce l’hai eccome. Ma te lo tieni per te.

Dimmi un po’ una cosa.

Sono veramente curiosa di saperlo. Muoio dalla voglia di sapere come ci si sente nel piacere a tutti. E’ soddisfacente? E’ soddisfacente rinchiudere se stessi in se stessi e mostrare al mondo una faccia di cazzo che non abbaia né morde?  E’ soddisfacente non ricevere mai un vaffanculo da nessuno? Non mi aspetto che tu risponda. Non lo faresti mai. Andresti contro la tua vera natura e i tuoi principi. Ti limiteresti a rispondere sciocchezze del tipo “lascia perdere” o “non vale la pena discuterne” se il coraggio è dalla tua parte, altrimenti mi congederesti con un sorriso od uno smile. Si, uno smile. Vanno più di moda dei sorrisi ultimamente. Chissà forse potresti anche inciampare in un link allusivo da cui traspare una mentalità simile alla tua. E allora si che gioiresti nel poterlo condividere. Non è poi così tanto rischioso esporre se stessi in questo modo no?

Tanto avrai sempre l’amico del cuore con cui dar sfogo alle tue cattiverie più nascoste, un fedele amico che non si opporrà mai a te. Una vita facile non è vero? Chissà forse divulghi solo pace e amore e gioia infinita anche con lui.

In fondo, perché rischiare?

Cos’è in fondo la verginità.

Cos’è in fondo la verginità.

Chiudo gli occhi e sono lì.

Sono lì, sarò di nuovo lì, ma non sarò più lì.

Ero lì, vergine.

Ora sono qui, ma cosa sono?

Se solo lei potesse parlare direbbe “Eri lì, ora sei qui, ma ovunque tu sia, sei tu.”

E aggiungerebbe “Sono solo una delle tante fessure attraverso le quali il tuo ‘io’ si definisce, e potresti definirti con o senza di me. Ovviamente, essendo io la fessura più grande, l’unica che così come divora può generare, ti consiglio di servirti di me. Serviti di me per capire chi sei, ma non per farti dire chi sei. Serviti di me per capire cosa vuoi, ma non per farti dire di cosa hai bisogno. Serviti di me per prendere quello che vuoi, ma non per ricevere quello che vogliono gli altri. Serviti di me per sperimentare cose nuove, ma non per essere oggetto di sperimentazione. Serviti di me per parlare, ma non per pensare. Serviti di me per essere te stessa, per te stessa e con te stessa, ovunque.”

Cos’è in fondo la verginità se non una barriera mentale

scardinata dal piacere di vivere la vita

servendoci di noi.

Com’è nata l’amicizia.

Ebbene si, forse voi non lo sapevate ma l’amicizia è nata nel 1871. Tristi e soli erano i giovani prima di allora. Un’aria di solitudine e monotonia aleggiava per le vie del borgo, attraversava le finestre delle tristi case di campagna, riecheggiava nei calici vuoti di birra ammucchiati sul bancone di un bar. Cupa era l’atmosfera, le persone erano chiuse in se stesse e non comunicavano fra di loro, evitavano di incrociare gli sguardi delle altre persone lungo la strada, nessuno sorrideva. Tutto era nero, finché nel 1871 un certo non so come si chiama dimostrò il funzionamento del suo apparecchio che chiamò telettrofono. Anche se il primato per aver inventato l’amicizia sembra spettare però ad un sapevo come si chiama ma ora non più che riuscì a realizzare un apparecchio elettrico in grado di comunicare a distanza già negli anni cinquanta dell’Ottocento. E nel 1800equalcosa un amico di non so come si chiama presentò una macchina per la trasmissione elettronica di suoni musicali tramite una barretta vibrante sotto l’influenza di un campo elettromagnetico.

Questo dispositivo non era comunque in grado di trasmettere la voce, ma solo suoni. Allora tutti continuavano ad essere tristi. Tutti vivevano nella disperazione, logorandosi per l’impossibilità di comunicare con l’amico della porta accanto. Tutto finchè non fu inventata, da una superfemminna XXY, la cornetta. Essa nacque quando XXY ebbe l’idea di legare un microfono e un ricevitore ad un bastoncino, in modo da poter avere una mano libera, per masturbarsi, e l’altra finalmente per comunicare. E fu cosi che tutti coloro che vagavano tristi per i prati, che svuotavano tristi calici di birra al bar del paese, che erano costretti a confrontarsi con la realtà di tutti i giorni, fu cosi che tutti loro iniziarono ad essere felici. Si, non vi era nulla di più felice e gratificante che amoreggiare con una cornetta. Finalmente un dispositivo che ti permetteva di chiamare il tuo amico di giochi per dirgli che gli volevi bene, finalmente un dispositivo che ti permetteva di chiamare il tuo amico di tazze per dirgli che la birra era buona, finalmente un dispositivo che ti permetteva di trasmettere la tua voce. Non lo sapevate che sulla lingua ci sono dei microchip installati al momento della nascita per permettere la trasmissione vocale? Senza di quelli non potremmo mai comunicare, ecco perché l’amicizia nacque solo a cavallo fra il 1800 e il 1900, quando furono annessi all’incompleta natura umana dispositivi ausiliari per un miglioramento delle condizioni di vita.

C’è da dire che era però un’amicizia incompleta. Le giornate erano meno uggiose, i cuori meno oppressi…ma nel profondo degli animi mancava ancora qualcosa.. Ecco cosa, la vista! Cosa può essere un’amicizia senza la vista? La vista nacque nella seconda metà del novecento. Quando lo scienziato X in collaborazione con il tecnologo Y elaborarono microscopici dispositivi elettromagnetici da applicare sul nervo ottico che avrebbero permesso il riscontro visivo di un’immagine trasmessa in un monitor. La felicità dilagante nell’aver acquisito questo senso vitale portò a un sentimento di amicizia dirompente e ad un amore spassionato verso il proprio monitor di fiducia.

C’era solo un piccolo inconveniente: i microscopici dispositivi elettromagnetici riproducevano solo immagini in bianco e nero. Fiumi di amicizia bicolore dovettero scorrere sotto i ponti prima di poter finalmente riconoscere il colore di un prato, o di una birra, o degli occhi di un amico. Una proporzione direttamente proporzionale: monitor : monitor = monitor : monitor. Una proporzione impeccabile il cui stratosferico risultato fu la vera amicizia. Tutto procedeva per il migliore dei modi, tutto procedeva superstrabenissimo, amicizia di qua, amicizia di la, monitor di qua monitor di la… Finalmente non vi era nessuno più triste per strada o al bar, nessun triste prato, nessun triste pallone da calcio che ti sbatteva alla finestra.. Niente di cotanta tristezza, ma solo felicissimi e sorridenti amici vicino le proprie cornette e monitor di fiducia. Una felicità incontinente tant’è che ebbe il suo apice quando Pincopallino X e Caio Y furono extrafelici di annunciare alle nuove vittime dell’amicizia una supercalifragilissima nuova notizia: “Finalmente non abbiamo più bisogno dell’udito! Nè della voce e delle nostre cornette”. Ebbene si, affianco alle immagini che scorrevano sul monitor fu applicato un sistema di botta, controbotta, risposta e controrisposta, in uno scorrevolissimo e vicendevole alternarsi di amichevoli scambi di amicizia, una stratosferica invenzione che il supertegnologo inglese chiamò “Chat”.

Non mi resta che augurarvi una buon’amicizia a tutti.

Relazione prematura? No grazie!

Avere una lunga e felice relazione di coppia dai 13/14 anni ai 19/20 (pongo un limite di età perché nel 99% dei casi non durano oltre) non può fare altro che rovinarti o, se vogliamo essere buoni, peggiorarti la vita. Le favole ce le raccontano quando siamo piccoli, bambini.. L’adolescente è chiamato ad uscire fuori dalla favola ed è catapultato nella realtà. Sottolineo realtà. Vivere una lunga e felice relazione in età prematura ti sottrae dalla realtà, ti illude che la vita sia una favoletta amorosa nella quale nessuno ti farà mai del male. Drin drin, sveglia! La vita non è tutta rosa e fiori! Così come l’essere bravo in uno sport, talentuoso nella musica o spigliato nel parlare una lingua straniera richiede esercitazione fin da piccoli, allo stesso modo bisogna esercitarsi fin da piccoli a ricevere fregature. Vivendo la tua favoletta hai perso troppe fasi della tua vita che hai confuso con un magico mondo di arcobaleni e coniglietti  rosa, o se preferisci peluche e cuoricini, fa lo stesso. Da bambina ho giocato con tante bambine malefiche, crescendo ho frequentato tanti ragazzi stronzi e sono stata ferita da tanti amici, sempre che così si possano chiamare. Tu, felice reduce di una vita incelofanata, mi dirai che ti dispiace che abbia avuto un’infanzia “infelice”,  una vita amorosa sofferta e nessun amico che mi abbia mai voluto realmente bene. E invece sai cosa dico io a te? Ti dico che ringrazio ogni singola bambina malefica con cui ho giocato, ogni singolo stronzo che ho frequentato ed ogni singolo amico di merda che ho avuto. Perché mi hanno insegnato a piangere, a vivere. Perché quando sei piccolo/a sei ancora in tempo per andare a piangere dalla mammina. Non hai pianto abbastanza durante la tua adolescenza? Beh, ora è troppo tardi per farlo!

L’anima gemella? Un bluff!

Donne, uomini, l’anima gemella non esiste. O forse mettiamola su un altro piano… Esistono tante anime gemelle quante sono le nostre caratteristiche, idee, gusti, tendenze, opinioni.. Avete solo una caratteristica? Avete solo un’idea? Avete solo un gusto? Avete solo una tendenza? Avete solo un’opinione? NO! Allora spiegatemi, stupide donne e stupidi uomini, come pretendete che esista per voi solo un’anima gemella! Mettiamo caso che la religione non fosse mai esistita e che nessuno vi avesse mai detto che l’uomo debba accoppiarsi con la donna, o che la donna debba accoppiarsi con l’uomo, o che l’uomo debba accoppiarsi con una sola donna, o che la donna debba accoppiarsi con un solo uomo, o che la donna non debba accoppiarsi con un’altra donna ed un uomo non debba accoppiarsi con un altro uomo. Mettiamo caso che il sacramento del matrimonio non fosse mai esistito e che nessuno vi avesse mai detto che la donna e l’uomo debbano andare alla ricerca della propria anima gemella con cui trascorrere il resto della loro vita. Mettiamo caso che voi foste stati i primi esseri a popolare la terra..vi sareste mai fatti gli scrupoli che vi fate ora? Avreste mai agito e ragionato come fate ora? NO! Perché non ci sarebbe stato nessuno prima di voi che ve l’avrebbe detto! Fate bene ad essere gelosi della persona che legate al vostro fianco perché quella persona potrebbe, ogni giorno, incontrare persone interessanti come voi o più di voi, o comunque diversamente interessanti da voi. Miliardi di persone popolano la terra, e chissà forse anche l’universo… cosa potrebbe mai vincolarvi ad una persona sola per il resto della vostra vita? Amare è un sentimento bellissimo, forse il primo dei sentimenti..e proprio perché il primo dei sentimenti, esso non può avere una destinazione univoca e unilaterale. Il mondo è pieno di persone che aspettano di essere amate da noi, una alla volta, due alla volta e perché no, tre, quattro, cinque, dieci, tutte alla volta. Possiamo amare persone diverse per diversi motivi. Perché doverne sceglierne necessariamente una e una sola? E non si tratta di essere stronzi o di non aver cuore, anzi, si tratta di avere un cuore così grande da essere aperti ad ogni opportunità. Una persona può far parte della tua vita, ma non sarà mai la tua vita. Solo tu sei la tua vita e puoi far parte della vita di qualcun’altro. Ma non sarai mai la sua vita. Se pensate che tutto quello che abbia detto sia una stronzata e se credete nell’anima gemella, è solo perché avete una fottuta paura di rimanere da soli. Amatevi. E amate. Tutti.

Sintonia

Sensuale
Intesa
Nascosta
Tra
Ovvie 
Necessità
Incredibilmente
Avvolgenti

Bacio

Brivido
Avvolgente
Che
Invade
Ovunque

Amore

Arma
Mortale
O indispensabile
Requisito
Esistenziale?

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