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SESSO

Gelosia, che gelo sia! Come riuscire a gelare la gelosia che arde dentro tutti noi

Gelosia, che gelo sia! Non è soltanto un gioco di parole, ma un invito a gelare la gelosia che regna nei nostri animi infuocati.

Se ti sei soffermato anche solo per un secondo su questo articolo, vuol dire che sicuramente hai vissuto o stai vivendo anche tu un cattivo rapporto con la tua gelosia o con la gelosia delle persone più vicine a te. Cercherò di dirti la mia a riguardo e spero che quel che dirò ti aiuterà ad affrontare meglio la tua condizione.

Che cos’è la gelosia

Innanzitutto al concetto di gelosia non riesco a non affiancare quello del volersi bene.

ESSERE GELOSI = NON VOLERSI BENE

Nel senso di non voler bene a se stessi! E di conseguenza neanche a chi ci è affianco. E questo concetto è alla base di tutto.

Potrei non aggiungere altro, ma ho voglia di impelagarmi un po’ in questa fitta e invalicabile ragnatela invisibile chiamata “gelosia”.

Generalmente lo stato di gelosia è esercitato da chi vive con insicurezza, ansia e possesso una relazione, ed è legata profondamente a due paure in particolare: la paura della condivisione e quella del contatto.

Gelosia come paura della condivisione

A mio parere la gelosia non nasce semplicemente dalla paura di perdere una persona, ma nasce soprattutto dalla paura di condividerla.

Non siamo abituati a pensare che la persona che amiamo possa essere contemporaneamente amata da qualcun’altro…e a sua volta ricambiare (ti invito a non focalizzarti solo sull’amore classico fra uomo e donna, ma anche all’amore come sentimento più esteso fra gli esseri umani in generale).

Gelosia come paura del contatto

Inoltre, la paura di questo amore condiviso spesso porta ad un’altra paura, ancor più profonda, e cioè la paura del contatto. Infatti, una delle cose che più ci spaventa, è che la persona che amiamo possa toccare o essere toccata da qualcun’altro.

E per toccare intendo anche un semplice abbraccio. Un timore così grande che la maggior parte delle volte sfocia nel patetico, e anche un piccolo sguardo può infuocare l’animo della persona gelosa e apparire come qualcosa di fisico che tocca il corpo dell’amato.

Il potere dello sguardo nella gelosia

Un semplice sguardo, agli occhi del geloso, può equivalere ad un vero e proprio tradimento. È come se la persona gelosa assistesse ad un’unione intima fra la persona amata e quella con cui avviene lo scambio.

Ed è lì che, improvvisamente, la persona gelosa inizia a sentirsi nuda, come se il suo corpo fosse, da un momento all’altro, spogliato da ogni dignità, logorato e spremuto fino al midollo. Un corpo ormai da buttare.

Perché la gelosia regna negli animi delle persone insicure le quali spesso riducono se stesse a merce e, quando vengono divorate dalla gelosia, si sentono come un oggetto ormai diventato inutile.

Il “terzo incomodo” che dona lo sguardo invece, appare, agli occhi del geloso, come un fiore appena sbocciato, desideroso di luce e generoso, pronto a donare il suo nettare.

Infine la persona amata, quella che riceve lo sguardo, e che lo ricambia, appare come una giovane ape alla ricerca di un nuovo fiore su cui poggiarsi. Di quello vecchio non ha più bisogno, ormai la luna di miele è stata fatta.

Nella mente del geloso è caos allo stato puro.

Gelos-ia patolog-ia

La situazione peraltro cade sul patologico quando lo scambio di sguardi in questione diventa puramente immaginario e cioè nato ed evolutosi esclusivamente nella fantasiosa mente del geloso. Una mente nella quale si auto-proietta un film inedito che gira velocemente su una pellicola, la quale ricopre, avvolge e schiaccia la realtà, fino a distruggerla… Una realtà che ha ormai ceduto il suo posto all’immaginazione, per andarsi a fare una bel viaggetto di sola andata!!

E non ha senso aspettare che ritorni.

Ti presento una situazione ricorrente:

Immagina di essere in un gruppo di persone, di amici. Fra queste c’è quella che desideri, che ami. Fra una chiacchierata e l’altra prendono parte al gruppo altre persone a voi sconosciute, le quali iniziano a scambiare sguardi, sorrisi e battute amichevoli con il tuo amato, il quale, per giunta, ricambia. Come ti sentiresti? Il geloso si sentirebbe spodestato, decentrato, prevaricato, minacciato, SFIDATO.

Quando accade ciò, il film è già iniziato da un pezzo.
Il secondo tempo arriva subito…ma non termina MAI.
È un film infinito.

La gelosia è un buio e freddo tunnel.
Un labirinto d’ortiche.
Ti perdi,
non vedi più nulla,
soffri.

Viviamo in un mondo di registi che girano film paranoici, di cui sono gli unici protagonisti e spettatori.

Il geloso non si vede responsabile della sua gelosia

Il geloso generalmente attribuisce le colpe di ogni sua sofferenza agli altri, alla situazione. La sua gelosia è, guarda caso, sempre giustificata!

“Ti ho visto come la guardavi”“Non mi hai detto dove sei andato ieri sera” “Non ti sembra di passare troppo tempo con quella tua amica?” “Con chi eri al telefono?

Sono solo alcune delle classiche frasi che la persona gelosa rivolge alla persona amata e dalle quali nascono litigi volti a colpevolizzare l’amato, responsabile, a causa di un presunto atteggiamento sbagliato, di aver generato questo sentimento di gelosia non voluto. Il dito è sempre puntato contro l’amato o l’amante e mai contro se stessi.

Perché la persona gelosa non vuole essere gelosa. Non vuole perché la gelosia la fa star male. Continua però ad esserlo perché non capisce che lei, e solo lei, può dar fine a questa sofferenza. 

Gelosia come strumento di sofferenza

In una società dove il desiderio è visto come mancanza e la relazione come possesso, la sofferenza è quasi un obiettivo da raggiungere. E’ una continua gara a chi soffre di più. E la gelosia è un ottimo strumento per poter soffrire e dare un perché al proprio vittimismo.

Le persone felici e spensierate sono fuori moda. Sono dei pazzi!
Mentre il geloso vede ogni intruso come probabile sfidante, il pazzo lo vedrebbe come un probabile amico, se non amante.
Per il geloso il triangolo è una minaccia, per il pazzo è una promessa.

La geometria non è un reato! Diceva Renato..

Ma al di là della geometria, non credi anche tu che si può essere solo fieri del fatto che la persona che amiamo sia una persona che piaccia anche gli altri? Fieri del fatto che questa persona abbia scelto noi piuttosto che qualcun altro?

Perché sì, amare è una scelta

Come può definirsi vero amore se la persona al tuo fianco non ha libertà di scelta? Allontanarla da qualsiasi possibile “sfidante” e cercare di manipolare i suoi sentimenti, di certo non farà di te la persona prescelta, fortunata ed amata. Tutt’al più farà di te quella cornuta! Perché più sarai geloso e possessivo e più allontanerai la persona amata da te.

NON PUOI MANIPOLARE I SENTIMENTI DELLA PERSONA CHE AMI

Io personalmente non vorrei mai al mio fianco persone i cui sentimenti non fossero del tutto spontanei.
Se la persona che amo, ama a sua volta qualcun’altro…io che ci posso fare?
Posso solo decidere se continuare a donargli il mio amore o se tenerlo per me. Ma di certo non posso costringerla a ricambiare i miei sentimenti né tanto meno ad avere l’esclusiva dei suoi.
Inoltre la gelosia ha il potere di distruggere ogni sentimento d’amore già esistente, quindi non ne vedo proprio il lato vantaggioso.

A questo punto potresti dirmi che un po’ di gelosia può far solo bene al rapporto, ed io ti risponderei che concordo! Infatti il non dover essere troppo gelosi non vuol dire dare per scontato il proprio partner.

Un po’ di gelosia serve sempre a ricordare, all’amato, quanto l’altra persona ci tenga al rapporto, e a chi prova la gelosia, che deve rinnovare ogni giorno il proprio amore per non far sì che questo rapporto muoia.

Per combattere la gelosia, quella morbosa, bisognerebbe avere più autostima e, al contempo, più fiducia nel partner.

So che non è semplice. Siamo esseri umani e fragili. Ma la nostra serenità viene sempre al primo posto.

Basta semplicemente chiedersi: perché non dovrei essere geloso?” 

E non vi è altra risposta che: PERCHÉ MI VOGLIO BENE! 

Data di pubblicazione (articolo rivisitato): 28 Novembre 2018

Piacere

Passionale
Intreccio di
Attimi
Concatenati da
Eterni
Riflessi
Erotici

Sesso-amore, sesso-amicizia o solo-sesso?

Nel possesso vedo solo sesso ma nel sesso non vedo solo possesso.

Un atto sessuale contenuto all’interno di un rapporto amoroso può essere caratterizzato da possesso, ma in tal caso parlerei di un possesso concordato da entrambe le parti, volto a stimolare l’erotismo e la trasgressione della vita di coppia. Questa sorta di accordo può limitarsi all’atto sessuale o estendersi nella durata generale della relazione, ma non è questo che importa… Tutto ciò che è spontaneo e lega in maniera armoniosa due persone, è bello, è giusto, va bene!

E’ il possesso univoco e ossessivo ad essere dannoso..

Al possesso viene spesso opposta la libertà! Ma la libertà a cui si fa solitamente appello è di natura prettamente sessuale, quando invece essa regna in tutto ciò che viviamo, con noi stessi e con gli altri.. Non è libero chi sceglie di darsi liberamente, ma è libero chi sceglie liberamente di non darsi!
La libertà sta proprio nella scelta di poter interrompere, in qualsiasi momento, qualsiasi rapporto! Il problema sta proprio qui: la maggior parte delle persone coinvolte in rapporti amorosi, sessuali o di amicizia che siano, vive questi rapporti in maniera incompleta, per inerzia e senza un vero coinvolgimento. Persone che, per sciocchi motivi, formali o personali, non hanno il coraggio di liberarsi da queste relazioni che non li soddisfano a pieno e hanno paura di perdere una situazione, che per quanto incompleta sia, è pur sempre sicura o stabile nella sua insicurezza. Da qui nasce il possesso: dalla paura di rompere un equilibrio effimero e di prendere le redini di se stessi e della propria libertà!

  • Sesso-amore, sesso-amicizia o solo sesso?

In tutte e tre le relazioni c’è una cosa alla base: amore per il sesso! Esso è, senza ombra di dubbio, fondamentale per la buona riuscita di ognuno di questi rapporti.

Sesso-amore? Bisogna volersi bene nella vita e volersi bene a letto. E, soprattutto, per far funzionare un rapporto, è necessario evitare il peggiore di tutti i mali: la monotonia! Qualsiasi cosa, per quanto bella ed eccitante possa essere all’inizio, nel momento stesso in cui diventa monotona, è destinata ad “imbruttirsi”! C’è amore e c’è sesso? Bene!! Ma non devono essere amore e sesso ripetitivi nelle loro forme e manifestazioni! E’ proprio questa monotonia che porta molti a fuggire dal sesso-amore e a rifugiarsi nel sesso-amicizia o nel solo sesso!

Sesso-amicizia? La situazione è molto pericolosa..in quanto è una relazione che vive in una posizione instabile, a cavallo fra gli altri due tipi di relazione… Essa rischia sempre di scivolare da una parte o dall’altra e rovinare così il rapporto! Sarebbe a mio avviso la condizione ideale…ma in una realtà dove tutte le relazioni fossero di sesso-amicizia.

Solo-sesso? Il solo sesso è bello ma sterile… Io personalmente nel solo-sesso cerco di instaurare sempre una certa complicità con l’altra persona…quindi non è mai solo sesso per me! Cos’è il solo-sesso del resto? Non siamo mica semplice carne da macello… Anche quando ci eccitiamo e godiamo, non è mica solo il nostro corpo ad esserne partecipe! Non siamo solo corpo e non lo saremo mai! Siamo mente, corpo e spirito.. e tutte e tre queste componenti giocano un ruolo fondamentale in ogni istante della nostra vita e, soprattutto, giocano insieme! Il solo-sesso per me non esiste..o meglio, non dovrebbe esistere…
Solo-sesso? Altro non è che pornografia… ed esso uccide tra l’altro la cosa più bella: l’erotismo! Confuso ormai con la frivola e meccanica eccitazione sessuale…

SESSO

Sensuale
Effusione
Sensoriale che
Scivola in
Orgasmi

OSSESSIONE

Opprimente
Sensazione
Sintomatica di
Eccitazione
Sospesa su
Solide
Illusioni
Onniscienti ma
Nostalgicamente
Essenziali

CONTATTO

Coinvolgente
Orgasmo
Naturale al
Tatto che
Anima
Tenere
Tentazioni
Ondulanti

L’amante non ha colpe.

Premessa:
1. Per comodità mi rivolgo ad un lettore femminile, ma il tutto è rivolto, ribaltando la visuale, anche al pubblico maschile.
2. Quando parlo di “cornuta” mi riferisco ad una conoscente o ad una estranea, ma mai ad un’amica.
3. Non ci sono figli di mezzo.

Ognuna di voi, almeno una volta nella vita, si sarà trovata nella condizione di aver desiderato l’uomo d’altre e/o di essere stata desiderata da questo. Qualcuna di voi si sarà fermata al sol pensiero (amante utopico), altre avranno inviato delle frecciatine (amante potenziale), qualcuna invece avrà tentato il corteggiamento e poi rinunciato all’idea (amante risentito), e altre ancora avranno partecipato completamente al tradimento (amante effettivo). A prescindere dalla categoria di “amante” a cui ciascuna di voi è mai appartenuta, nella vostra testolina saranno sicuramente balenate domande/riflessioni del tipo:

“ci provo nonostante sia fidanzato?”,”e se la moglie mi scoprisse?”, “è giusto che faccia soffrire la sua ragazza anche se non lo merita?”, “e se non mi amerà mai come ama lei?”, “ma se la tradisce allora non la ama”, “se è un tipo che tradisce chi mi dice che non lo farà anche con me?”, “non voglio fare la sfascia-famiglie”, “non lo farei mai perché non vorrei mai che qualcuno lo facesse a me”, “e se rovino la mia reputazione?” ecc..

La questione è più semplice di quello che pensate.

Il problema non è di certo “non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te“..questo è uno degli insegnamenti più ipocriti. Io lo riformulerei così: “non fare agli altri ciò che non faresti mai in generale, a prescindere da te stesso“; altrimenti ti ritroveresti a non fare qualcosa solo perché non vorresti che la facessero a te e non di certo perché senti veramente di non volerla fare. E’ un po’ come fare un regalo per Natale solo con l’aspettativa di riceverlo a tua volta (o non farlo solo perché non lo hai prima ricevuto). Quindi, evita di farti paranoie sul perché o per come, o se potresti o non potresti essere l’amante di quella persona, perché se non avessi voluto esserlo non saresti neanche mai arrivata a farti tutte queste domande. Qui si tratta solo di te stessa. L’unica domanda che devi farti è “voglio davvero essere l’amante di qualcuno?”. Se la risposta è sì allora fallo. E non sentirti in colpa per la potenziale cornuta, perché la colpa non è tua. Fidati che se ti rifiuterai di essere la sua amante, lui ne troverà un’altra subito dopo di te. La potenziale cornuta è già segnata a diventare cornuta se si ritrova al proprio fianco un finto fidanzato che prova un finto amore e che regala finti fiori a San Valentino. Anzi, forse all’inizio ti sentirai un po’ in colpa ma dopo realizzerai di aver fatto un’opera di bene perché sfascerai una finta “famiglia”, che non avrebbe senso di esistere in quanto finta, e se la cornuta avrà un briciolo di cervello, le aprirai gli occhi…prima che sia troppo tardi per lei. E se avrà anche un briciolo di buon senso, ti ringrazierà. Se invece sarà solo una povera e stupida cieca, se la prenderà con te, ti offenderà in ogni maniera possibile, infangherà la tua reputazione, riverserà in te sensi di colpa dando a te appunto la colpa di tutto…lascerà per finta il finto fidanzato (che agli occhi di lei è dopotutto un tenero ma debole batuffolino senza colpe) per poi tornare ad essere felicemente cornuta. Una vera cornuta in un mare di finzione.

L’amante non ha colpe…

…se non quella di non amarsi abbastanza da non essere l’amante di nessuno.

Cos’è in fondo la verginità.

Cos’è in fondo la verginità.

Chiudo gli occhi e sono lì.

Sono lì, sarò di nuovo lì, ma non sarò più lì.

Ero lì, vergine.

Ora sono qui, ma cosa sono?

Se solo lei potesse parlare direbbe “Eri lì, ora sei qui, ma ovunque tu sia, sei tu.”

E aggiungerebbe “Sono solo una delle tante fessure attraverso le quali il tuo ‘io’ si definisce, e potresti definirti con o senza di me. Ovviamente, essendo io la fessura più grande, l’unica che così come divora può generare, ti consiglio di servirti di me. Serviti di me per capire chi sei, ma non per farti dire chi sei. Serviti di me per capire cosa vuoi, ma non per farti dire di cosa hai bisogno. Serviti di me per prendere quello che vuoi, ma non per ricevere quello che vogliono gli altri. Serviti di me per sperimentare cose nuove, ma non per essere oggetto di sperimentazione. Serviti di me per parlare, ma non per pensare. Serviti di me per essere te stessa, per te stessa e con te stessa, ovunque.”

Cos’è in fondo la verginità se non una barriera mentale

scardinata dal piacere di vivere la vita

servendoci di noi.

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